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La crisi infinita del trasporto pubblico: anche Anm Napoli nel caos


Anche la società pubblica partenopea ha i conti in dissesto. Il Comune lancia l'allarme: "Tagli o fallimento"

Non solo Atac Roma. Dopo la crisi dell'azienda dei trasporti romana conclamata dall'ormai ex manager Bruno Rota, emerge che anche Anm - azienda dei trasporti napoletana - è in profonda crisi. Enrico Panini, assessore al Bilancio partenopeo, ha lanciato l'allarme: il mancato introiro, dovuto al venire meno di fondi regionali, è di 15 milioni spalmati in tre anni, dal 2017 al 2019. Numeri, questi, che rischiano di far naufragare il piano di risanamento di Anm.

Le parole dell'assessore Panini sulla necessità di ridurre i costi

Per far fronte alle difficoltà sembrano essere necessari i tagli. Alcuni sono già cominciati: dal 12 agosto al primo settembre va "in ferie" una delle linee di bus più frequentate, la R2, che taglia in due il centro storico di Napoli ed è per questo molto utilizzata dai turisti. Non mancano poi i disservizi, segnalati dagli utenti ma anche dal personale. Dettagli che comunque non contribuiscono ad un clima di serenità dopo le parole pronunciate da Panini in commissione Infrastrutture: "Tagli o fallimento".

L'analisi di Imperiali: mezzi troppo vecchi in strada e troppo personale in ufficio

Secondo Emanuele Imperiali, editorialista del Corriere della Sera, pur se le situazioni sono diverse sia Atac che Anm hanno in comune uno "sbilanciamento degli addetti verso settori non produttivi, mentre mancano autisti, macchinisti, agenti di stazione e funicolari". Assenza di turnover e un "gigantesco problema irrisolto", vale a dire la vetusità dei mezzi, pesa sul servizio. A Napoli l'età media dei mezzi "raggiunge punte preoccupanti", 15 anni per gli autobus, 16 per il materiale rotabile. Una delle strade indicate nei mesi scorsi per ripianare la situazione è stata quella della vendita di alcuni immobili, ma si tratta chiaramente di una situazione tampone. Ad Anm servono invece soluzioni strutturali.

L'addio del manager Alberto Ramaglia e il nuovo piano antievasione

A maggio il manager Alberto Ramaglia aveva preso la stessa decisione di Rota a Roma: ha lasciato, perché "non ci sono le condizioni per risanare l'azienda". A complicare la situazione, aveva detto, il mancato dialogo tra Comune e Regione. In questi giorni l'azienda ha varato un piano antievasione che prevede una collaborazione con la polizia per scoprire e punire i "portoghesi" sui bus. Con il piccolo paradosso che anche i controllori saranno controllati perché dalla sara operativa dell'Anm sarà possibile capire, grazie ad un software ad hoc, dove sono i verificatori. Il tutto mentre i sindacati annunciano uno sciopero il 14 settembre, contestando il piano del Comune che prevederebbe 194 esuberi. Ma dall'amministrazione replicano: nessun licenziamento, solo traserimenti, ricollocazioni e pensionamenti.