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La Ciardella finisce all'asta, altrettanto i beni di Bomben


La Ciardella, fino a dicembre 2013 aveva prodotto pellicole di plastica per l'imballaggio industriale e degli alimenti.
E' stato un vero e proprio trauma, dato che la vicenda sorse con ben altre aspettative per i lavoratori dell'azienda siti in via del Brennero alla Socciglia.
Eravamo nel 2013, quando, la Ciardella aveva presentato richiesta di concordato preventivo, al quale il tribunale di Lucca aveva fornito un parere preventivo, soprattutto basandosi sul fatto che vi era un impegno ad acquistare il ramo d’azienda da parte della società italo-svizzera “Plastic and Iron srl” che dall’ottobre del 2012 aveva lavorato in affitto presso la Ciardella e presso la Teca, una delle altre aziende del gruppo che era interessata da un concordato preventivo.

Sembrava, dunque, potesse accadere ciò che vi era già stato in altre situazioni simili, anche a Lucca: da ultimo, quello del molino Maionchi acquistato dal gruppo Casillo che già da tempo lavorava all'interno dello stabilimento.

Quando il percorso era ormai stabilito, a dicembre del 2013, ovvero non molto distante da Natale, era giunta la doccia fredda: la “Plastic and Iron”, infatti, aveva fatto marcia indietro, svincolandosi dall’impegno di acquisto della Ciardella e anche dalla produzione, mettendo in mobilità 44 lavoratori.

Adesso sembra essere giunto il momento di chiudere i battenti: il 10 aprile prossimo, presso lo studio del notaio Gaetano Raspini a Lucca avverrà l’incanto per cercare di poter avere un acquirente. I sei milioni previsti come base d’asta hanno al loro interno prima di tutto la ditta, la denominazione, i brevetti e tutto quello che viene chiamato “bene intangibile”. Ma, ovviamente, il grosso del lotto è costituito dai beni mobili, da quelli conservati nel magazzino e soprattutto dalla piena proprietà dello stabilimento industriale dove sono state sempre realizzate le pellicole in plastica. Si tratta di una serie di capannoni lungo il Brennero, per una superficie complessiva di oltre 22.000 metri quadri.

Si tratta di un mero tentativo d'asta, bisogna capire cosa accadrà successivamente

Bisogna capire come andrà a finire il tentativo d'asta. L'impegno di carattere economico sembra alto, giacché nel settore la concorrenza è massima. Il rischio è di essere espromessi dal mercato. L'alternativa che resta è quella di un operatore che c'è già nel settore e che voglia allargare la propria rete produttiva.
E che, come atteso, possa fornire adeguato riscontro ai lavoratori che attualmente sono privi di occupazione.

A Pordenone è l'impresa di Bomben a fare conti con pignoramenti ed asta giudiziaria

Esecuzione di rilascio avvenuta, dopo l'esecuzione immobiliare, sugli immobili pignorati ad Angelo Bomben, ex consigliere comunale del Pdl e già presidente dell’Unione artigiani di Pordenone. Si tratta di due abitazioni e di un ufficio presenti in via Roma, a Zoppola, di proprietà di Bomben: l’imprenditore edile potrà restarne in possesso fino a quando saranno in vendita attraverso un’asta.
La vicenda che ha condotto al pignoramento nasce negli anni Novanta ed è relativa alla realizzazione, da parte dell’impresa dell’ex consigliere del Pdl, di una serie di villette a schiera in via Verzegnis, a Casarsa.
Sono in 17 i titolari che hanno citato Bomben perché fosse accertata la sussistenza di gravi vizi costruttivi e perché ricevesse una vera e propria condanna all’esecuzione degli interventi di sistemazione e al risarcimento dei danni.
Bomben sosteneva che gli allagamenti sarebbero stati causati da “un imprevisto innalzamento della falda acquifera sottostante e di avere osservato tutte le norme edilizie vigenti e la regola d’arte”.
Nel 2006, a seguito di una pronuncia del tribunale di Pordenone che, nel 2002, si era occupato di condannare Bomben a effettuare a sua cura e spese gli interventi individuati o a versare loro l’importo corrispondente di 250.998 euro, i residenti in via Verzegnis hanno avviato la richiesta di precetto, che si è tradotta in un vero e proprio epilogo. Il 6 ottobre 2011 la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso presentato dall’ex consigliere comunale.
In settimana è avvenuto un accesso al fine di rilasciare gli immobili di Bomben, che è patrocinato dall’avvocato di fiducia Alberto Cassini, mentre i proprietari sono tutelato dall’avvocato Ladislao Kowalski.

La procedura di pignoramento e la successiva vendita all'asta

La procedura ha avuto inizio davanti a dei dei funzionari incaricati. La procedura è stata terminata senza alcuna tensione.
Tutti gli immobili saranno messi in vendita con un’asta giudiziaria: in mancanza di acquisto, Bomben potrà continuare a contare sul loro utilizzo.
Si è dunque vicini alla conclusione della storia delle villette a schiera site in via Verzegnis, basate su un confronto legale che si è prolungato per vent'anni e che ha condotto al pignoramento immobiliare nei confronti dell’ex presidente dell’Unione artigiani di Pordenone.