Amministrazione Straordinaria

La Casti Group e il futuro dei dipendenti genovesi


L’amministrazione straordinaria della holding e i timori per la Tower Genova Airport

I 37 lavoratori della Tower Genova Airport, senza stipendio da giugno. L’azienda è legata all’impero di Gianfranco Castiglioni, imprenditore varesino finito ai domiciliari nell’ambito di un’indagine sulle attività umbre del suo gruppo, per reati fiscali.

I timori per il futuro e per le difficoltà ricadono anche sui lavoratori dell’ex hotel Sheraton di Genova (questo il nome fino al gennaio 2014) oggi Tower Airport, albergo di lusso e conference center da quattro stelle situato all’ingresso del Cristoforo Colombo e gestito dalla Grandi Hotel Srl, tassello genovese dell’impero Castiglioni.

Adesso i dipendenti genovesi, tra cui receptionist, addetti alle camere, alla cucina e alla gestione della struttura, chiedono aiuto alle istituzioni locali per aprire un dialogo e garantire la continuità occupazionale. “Ci sentiamo abbandonati e la situazione per noi è diventata insostenibile – denunciano – abbiamo tutti una famiglia. Dopo due anni di sacrifici in cui siamo stati pagati, causa crisi, con stipendi divisi in due tranche, da due mesi dobbiamo sopravvivere senza un’entrata, senza sapere che cosa succederà nelle prossime settimane. E tutto questo sta accadendo nel silenzio generale”.

La richiesta d’aiuto al sindaco Marco Doria e il futuro di 37 lavoratori

Si rivolgono direttamente al sindaco Marco Doria e al Tribunale di Genova per chiedere un aiuto in una trattativa esasperante, con al centro il futuro di 37 lavoratori. Sull’albergo pesano anche i blocchi dei conti correnti del gruppo – passati al setaccio nell’ambito delle indagini – che rendono impraticabile al momento il saldo delle mensilità arretrate. “Ci hanno bloccato gli stipendi di giugno e luglio – spiegano – la dirigenza attuale dell’albergo ci ha promesso, meno di dieci giorni fa, cose che non sono state mantenute come la liquidazione del 20% di giugno e tutti i pagamenti di luglio. Chiediamo aiuto al sindaco Doria perché, come è successo a Varese, si attivi un percorso per ottenere garanzie sulla continuità occupazionale. E chiediamo anche l’intervento del Tribunale di Genova perché dobbiamo sapere se c’è la possibilità di sbloccare gli stipendi, come hanno già chiesto gli stessi lavoratori di Varese”.

L’incontro disdetto con i sindacati e i nuovi amministratori straordinari

“Oggi – aggiungono i dipendenti – era in programma un incontro con i sindacati, che poi è stato disdetto. Non sappiamo più a chi rivolgerci. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro anche ai nuovi amministratori appena subentrati per capire quali sono i margini sugli arretrati. E poi potremo decidere, se la situazione si protrarrà, anche per un’iniziativa di sciopero. Ci sono le nostre vite e quelle di tante famiglie, di mezzo. Noi continuiamo a lavorare, lo facciamo gratuitamente perché il timore di perdere il nostro posto è forte. Dall’altro lato c’è una situazione sempre più dura da sostenere. Senza pagamenti tra di noi c’è chi non riesce più a saldare il mutuo, l’affitto o a far fronte alle esigenze di tutti i giorni. È insostenibile soprattutto se si pensa che lavoro ne abbiamo. Al momento la struttura ha più di cento camere occupate, questo ci manda avanti”.

Da parte loro, i nuovi amministratori straordinari nominati dal Ministero dello Sviluppo Economico – subentrati il 25 luglio scorso per guidare le aziende del gruppo - saranno a Genova nei prossimi giorni. “Capiamo la preoccupazione dei lavoratori – spiega l’avvocato Claudio Franceschini – a noi spetta il pagamento degli stipendi correnti mentre al momento prospettare soluzioni sull’arretrato della vecchia gestione non è possibile. Cercheremo di venire incontro ai dipendenti ma dobbiamo aspettare l’udienza del 27 agosto con la verifica dei presupposti per l’applicazione della legge Marzano”.


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