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L'impero dello chef Jamie Oliver fa crac


Sarebbero a rischio più di mille posti di lavoro. La catena di ristoranti ispirati alla cucina italiana ora è in amministrazione controllata

La catena dei ristoranti 'italian style' di Jamie Oliver è prossima al fallimento. Ad annunciarlo, via social, propria la 43enne celebrity-chef della tv inglese. Dopo perdite vertiginose accumulate negli ultimi anni, con una chiusura 2018 a -101 milioni di sterline e la contestuale liquidazione di 12 locali, si è arrivati al temuto collasso finanziario. Ora a rischio ci sono mille posti di lavoro. Il piccolo impero, formato da 23 esercizi della catena Jamie's Italian, più i due ristoranti londinesi Fifteen e Barbecoa, è da oggi in amministrazione controllata. "Sono profondamente dispiaciuto di questo epilogo, capisco quanto possa essere difficile ora per lo staff e i fornitori" ha commentato via Facebook Oliver. La situazione appare ormai irreversibile tanto che il tribunale fallimentare non ha potuto fare altro che affidare i ristoranti e la loro gestione alla società di consulenza KPMG.

Oliver, dopo una storia imprenditoriale di alti e bassi seguita alla fama televisiva, era riuscito a mettere in piedi una catena che, all'apice del successo, contava ben 40 ristoranti in Gran Bretagna, e quasi altrettanti in giro per il mondo. Poi, specie sul versante inglese, il calo degli incassi, l’accumulo dei debiti e la chiusura di alcune sedi. Inzialmente lo chef aveva puntato il dito contro la Brexit, capro espiatorio perfetto di una crisi strutturale che sta investendo tantissimi marchi del settore della ristorazione britannica.


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