Espropriazione

Espropriazione pubblica utilità


La Costituzione italiana garantisce e tutela il diritto di proprietà. Pur essendo un diritto fondamentale della persona, però, anche il diritto di proprietà può subire particolari limitazioni. Una di queste è la "pubblica utilità". In alcuni casi, infatti, la pubblica amministrazione può espropriare un bene acquisendone la proprietà indipendentemente dalla volontà del suo proprietario. L'espropriazione per pubblica utilità è possibile solo quando ciò sia necessario per realizzare motivi di interesse generale. In ogni caso, il proprietario del bene che subisce l'espropriazione, dovrà ricevere un equo indennizzo.

Espropriazione per pubblico interesse: cos'è

Come anticipato, questo istituto giuridico consente all'Autorità Pubblica di espropriare la proprietà di un bene a patto che sussistano due condizioni:

  • interesse generale;
  • l'espropriato dovrà ricevere un equo indennizzo per compensare la perdita subita.

Prima di effettuare, materialmente, l'espropriazione è necessario altresì che l'opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale. E' inoltre necessario che sul bene da sottoporre ad espropriazione vi sia il vincolo preordinato all’esproprio, che sia stata dichiarata la pubblica utilità, che sia stata determinata l'indennità di esproprio.

Espropriazione per pubblica utilità: il vincolo preordinato all'esproprio

Prima di procedere all'espropriazione di un bene, la Pubblica Amministrazione deve stabilire la finalità specifica che quell'area interessata andrà a realizzare. Deve esistere uno stretto legame tra il bene da espropriare e gli strumenti urbanistici. Questo legame è infatti strumentale per apporre sul bene il vincolo preordinato all'esproprio. Un bene è sottoposto al suddetto vincolo quando l'atto di approvazione del piano urbanistico è diventato efficace. Questo vincolo dura cinque anni: entro tale termine, inoltre, deve essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. Al proprietario del bene deve essere data comunicazione dell'avvio del procedimento almeno venti giorni prima con delibera del consiglio comunale.

La pubblica utilità

Si giunge alla dichiarazione di pubblica utilità quando l'amministrazione ha approvato il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità da realizzare. Ciò avviene anche quando è stato approvato il piano di recupero, di lottizzazione, di ricostruzione, il piano delle aree destinate a insediamenti produttivi. In ogni caso, un progetto realizza la pubblica utilità quando è volto alla progressione della collettività ed al miglioramento dei cittadini.

Il decreto di esproprio

Con questo decreto viene conclusa la procedura di espropriazione per pubblica utilità. Il decreto di esproprio indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo all'esproprio ed indica il provvedimento che ha approvato il progetto. In esso, inoltre, la pubblica amministrazione deve anche quantificare l'indennità e le modalità di pagamento. Il decreto di esproprio deve essere notificato al proprietario almeno sette giorni prima della sua esecuzione. Con il decreto, si perfeziona il passaggio della proprietà e, dopo l'immissione nel possesso del beneficiario, dovrà procedersi alla trascrizione dei registri immobiliari. Subito dopo si potranno iniziare i lavori di realizzazione dell'opera di pubblica utilità.

Espropriazione per pubblica utilità: l'indennità di esproprio

Questa indennità risponde all'importante esigenza di risarcire il proprietario del bene espropriato della perdita subita. Per determinare e quantificare l'indennità di esproprio, è possibile un accordo stipulato tra l'Amministrazione espropriante ed il proprietario del bene. Si può comunque giungere alla sua quantificazione anche senza accordo. Entro trenta giorni dal momento in cui diventa efficace la dichiarazione di pubblica utilità, la Pubblica Amministrazione deve dare comunicazione all'interessato della somma che intende corrispondere a titolo di indennità. La Pubblica Amministrazione invita altresì l'interessato a precisare e indicare il valore che intende attribuire al bene. Una volta determinati questi elementi, viene stabilito il valore dell'indennità in maniera provvisoria. Questa valutazione, inoltre, deve essere comunicata all'interessato. Quest'ultimo, entro quaranta giorni, deve dichiarare se concorda con tale valutazione. Se concorda, dovrà effettuare una dichiarazione irrevocabile che comporta la cessione volontaria del bene e che dà al proprietario la possibilità di ricevere un acconto dell'80% sull'indennizzo. Se il proprietario non effettua questa dichiarazione nel predetto termine o se non accetta l'importo proposto dalla Pubblica Amministrazione, la determinazione dell'importo può essere demandata ad una terna di tecnici oppure dalla Commissione Provinciale Espropri. Con ricorso da presentare in Corte d'Appello, il proprietario può impugnare la stima definitiva.


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