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L'asta del Parma non va a buon fine


Sembrava che l'operazione potesse essere finalmente chiusa, e invece per l’agonia del Parma Calcio non è ancora stata decretata la parola di chiusura. L’unica offerta che si è fatta avanti ralativa all’ultima asta del 9 giugno dopo le precedenti cinque andate deserte, non era a tutti gli effetti un’offerta, ma soltanto una manifestazione di interesse, non è stata quindi ritenuta come valida perché si potesse acquisire il club fallito lo scorso 19 marzo. La sorpresa è giunta durante le prime ore del pomeriggio di martedì, quando ormai già la stampa aveva annunciato a tutti i presenti il nome di Giuseppe Corrado, presidente e ad del gruppo The Space Cinema, come nuovo proprietario della società. Un’ipotesi che è stata portata man mano avanti dalle dichiarazioni dello stesso manager nei giorni antecedenti, relativamente al suo interesse per il Parma Fc, ed era stata avvalorata dal fatto che la mattina dell’ultima asta il figlio di Corrado è stato visto entrare nello studio notarile Almansi, incaricato di ricevere le buste, senza tuttavia provvedere a rilasciare alcuna dichiarazione circa l'eventuale partecipazione all’asta.

La presentazione dell'offerta non è avvenuta

E infatti un’offerta non è avvenuta. Come hanno spiegato i curatori fallimentari Angelo Anedda e Alberto Guiotto, l’unico plico pervenuto al notaio relativamente alla scadenza fissata delle 12, in realtà non aveva al suo interno nessuna proposta di acquisto. “La comunicazione pervenuta– hanno ravvisato in una nota – consiste in una manifestazione d’interesse non conforme a quanto previsto dal disciplinare di gara e non corredata da cauzione, a firma delle società Viris S.p.A. e Unigasket S.p.A.”. La prima società è un’immobiliare di Milano che fa capo direttamente ad una fiduciaria, sulla seconda invece non sono state trovate delle tracce in Rete, se non con il nome scritto staccato come Uni Gasket Srl, un’azienda di tubature e profilati di Bergamo del gruppo Shopping Center Sebino che può essere ricondottaalla famiglia bergamasca Calissi. Entrambe fanno riferimento alla cordata di Corrado, ma il nodo però è che anche se la loro busta congiunta è arrivata a destinazione, l’ultima asta possibile per poter salvare il Parma Fc non ha portato ad alcun risultato.

Toccherà nuovamente al Tribunale decidere

Sarà, adesso, nuovamente il Tribunale a decidere, si potrebbe andare avanti per la strada di una trattativa privata con chi si è fatto avanti. In tale caso, non si farebbe riferimento solo gruppo di imprenditori guidato da Corrado. I curatori infatti hanno comunicao che il 10 giugno andranno a valutare la manifestazione di interesse insieme ad altre comunicazioni ricevute sempre il 9 giugno, affinché il comitato dei creditori e il giudice delegato Pietro Rogato, decidano il futuro del club. Tra coloro che hanno presentato disponibilità all’acquisto ci sarebbe l’ex campione americano di baseball Mike Piazza, che era già preparato per poter partecipare all’asta con una cordata di cui fa parte anche Gilberto Gerali, allenatore del Parma Baseball, e con la società creata ad hoc Nuova Parma Calcio Srl. Alla fine però, il debito avrebbe fatto si che Piazza rinunciasse dal proseguire nel progetto, e così sul tavolo del notaio è arrivata una sola busta. Altro interesse sarebbe giunto infine dal gruppo partenopeo Adler, che avrebbe chiesto una trattativa ai curatori, che hanno sempre deciso di negarla.

A tenere lontani i possibili acquirenti dall’asta sarebbero il debito della società, ancora non del tutto congelato, e i possibili ricorsi che potrebbero giungere non molto lontano, andnado a far aumentare notevolmente l’impegno economico. Il prezzo base per l’acquisizione del club, dai 20 milioni di partenza, era stato poi fatto scendere vortiginosamente verso i 4,5 milioni per l’ultima procedura di venditall'asta a e il debito sportivo grazie alle trattative di questi mesi ha toccato la soglia dei 22,2 milioni. Ma restano in forse ancora i 5 milioni prestati dalla Lega Calcio, che ora si è fatta avanti attraverso la richiesta affinché siano inseriti nel debito sportivo, senza contare gli eventuali creditori che potrebbero presentarsi alla porta della società in un secondo momento con cause legali. Questioni ancora da chiarire, attraverso le quali i possibili acquirenti andrebbero a puntare alla trattativa privata con vincoli precisi.

Il tempo però si è fatto sempre più stretto e la salvezza del Parma Fc dalla retrocessione nei dilettanti sembra sempre più una missione da poco. Se il giudice infatti andasse a concedere una trattativa privata, i tempi si allungherebbero in via ulteriore, ma il termine per iscriversi al campionato di Serie B è il 30 giugno: neanche 20 giorni per mantenere il titolo sportivo e non buttare al vento il patrimonio della società e il lavoro di cui ci si è occupati in tutti questi mesi, correndo contro il tempo.