Pignoramenti

Ipoteca sull'abitazione permane dopo Decreto Fare


Il Decreto Fare, una delle ultime novità a livello fiscale, ha previsto l’impignorabilità della casa di abitazione, intesa come unico immobile di lusso. Il provvedimento non dovrebbe incidere sul potere attribuito all’agente riscossore, Equitalia, di iscrivere ipoteca sull’immobile, ad una condizione, che il credito non sia inferiore a 20.000 euro.

L’art. 52 comma 1, lett. h) del decreto, ha modificato l'art. 77 del dpr 602/1973 attraverso l'iscrizione ipotecaria anche nei casi in cui non si siano ancora verificate le condizioni per il pignoramento. Ne sono state previste due: unico immobile di abitazione non di lusso e credito che ora ha raggiunto i 120.000 euro.

Sembra, dunque, che il Governo abbia preso le distanze dalle sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni Unite: la n. 4077/2010 e la n. 5771/2012. Queste avevano stabilito il principio per cui l’ipoteca, che è un provvedimento strumentale e preordinato alla fase esecutiva, col quale il creditore espropria i beni vincolati a garanzia del suo credito, non può essere iscritta per crediti dei quali non è consentita l’espropriazione immobiliare.

Parrebbe, inoltre, che le seguenti parole “anche quando non si siano ancora verificate le condizioni per procedere all'espropriazione di cui all'art. 76, commi 1 e 2” aggiunte al citato art. 77, siano state suggerite al Governo direttamente dai vertici di Equitalia. Questa ha sempre sostenuto l’idea dell’iscrizione ipotecaria da demandare alle misure meramente cautelari e dunque da ammettere anche per crediti che non prevedono l'espropriazione forzata.

Se, però, non si giungerà in qualche modo alla conclusione che bisogna emendare anche tale decreto, potrebbe accadere che il contribuente, 60 giorni dopo la notifica del ruolo e 90 giorni dall’accertamento esecutivo, subisca conseguenze pregiudizievoli, ovvero l’iscrizione ipotecaria, senza determinare alcuna durata, al solo scopo vessatorio e di creare pressioni psicologiche.

Il cliente vessato dalla misura cautelare corre il rischio di divenire un cattivo cliente per le banche, non garantendo l’accesso al credito.

Il problema fondamentale è che in questo modo l’ipoteca è stata derubricata a misura cautelare come il fermo amministrativo.

Circa il contenzioso, in passato si preferiva la strumentalità dell’ipoteca rispetto all’espropriazione. Oggi si deve pensare che a causa del testo normativo, la Cassazione, una volta chiamata a rendere sul punto, dovrà cambiare orientamento, consentendo l’iscrizione anche per i crediti che non sono realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare.