Esecuzioni

Il Terzo Valico e la lotta per l’esecuzione degli espropri


La giornata del 30 Luglio

Il 30 Luglio è stata una giornata importante nell’ottica generale, soprattutto dei tempi di realizzazione dell’opera. Il Co.Civ. (Consorzio Collegamenti Integrati Veloci) è ripartito alla carica con le notifiche di esproprio di alcuni terreni e abitazioni nel territorio di Serravalle e Arquata Scrivia.
Dopo il nulla di fatto di circa venti giorni fa, quindi, il tentativo pare essere quello di risolvere la faccenda totalmente in un solo giorno per poi concentrarsi sulle problematiche logistiche e costruttive, dove, peraltro, ci sono stati alcuni intoppi. I comitati No Tav Terzo Valico hanno comunicato sin da subito che si sarebbero fatti trovare pronti con una massiccia mobilitazione popolare per impedire nuovamente l’esecuzione degli espropri.

I tentativi precedenti

Nell’ultimo tentativo infatti, risalente al 9 e 10 luglio scorsi, i dipendenti del Consorzio non si erano fatti vedere, e la giornata per i militanti era trascorsa tra giochi, chiacchiere e sole. Il 30 Luglio, però non è stato così, lo avevano ammesso gli stessi No Tav, che sul loro sito hanno invitato la cittadinanza dei due paesi coinvolti, ma non solo, a partecipare ai blocchi, proprio perché pare che il Cociv voglia arrivare “a punto”.

Dal precedente tentativo vi sono state diverse novità. Sul fronte ligure, nel cantiere di Trasta è avvenuto il primo incidente nella storia del Terzo Valico, quando due cubi di cemento armato sono franati, anche a causa delle piogge insistenti che hanno reso il terreno meno compatto, ferendo un operaio e distruggendo un pollaio. Per fortuna il condomino proprietario del pollaio non era a casa in quel momento. Ha fatto poi molto discutere il provvedimento adottato dal Questore di Alessandria nei confronti di quattro manifestanti, consistente in un “avviso orale”, ossia l’invito a cambiare condotta e a non associarsi a persone dalla dubbia moralità. Il provvedimento ha provocato una reazione sdegnata del movimento No Tav che ha definito tale atto “una follia vera e propria, questi ragazzi meriterebbero invece un premio per la passione con cui si occupano della terra e della comunità in cui vivono”.
Gli animi sono senza alcuna ombra di dubbio diventati più accesi: da un lato i No Tav, sempre più compatti e determinati, dall’altro il Cociv che preme sull’acceleratore anche alla luce della scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, termine entro il quale dovranno compiere tutte le esecuzioni utili alla costruzione del Terzo Valico.