Amministrazione Straordinaria

Il sindaco Marino si esprime sul Salva Roma e Acea


Si tratta del primo conto politico presentato al sindaco Marino dopo le vicende del Salva Roma. La nota giunta dal Campidoglio rende pubbliche le richieste del sindaco, il quale rappresenta il socio di maggioranza di una società quotata in borsa, sui vertici Acea. Sembra quasi una dichiarazione di guerra, della quale la Capitale e i romani non hanno bisogno.

Nella comunicazione dell’assemblea dei soci il sindaco ha chiesto che venga presa in esame la riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione, dei compensi, e la nomina del presidente.

La comunicazione riservata, diventata pubblica, potrebbe avere sensibili ricadute sul valore del titolo in borsa.

Lo scenario creato dal sindaco va ad alimentare ulteriori frizioni sull’unica partecipata che crea utili al Campidoglio.

Lo stesso Marino 15 giorni fa aveva detto che il cambio dei vertici Acea era fuori dai radar; nonché il coordinatore della maggioranza, Panecaldo, era stato costretto a fare ingresso a gamba tesa una settimana fa, andando a richiamare vari consiglieri comunali del Pd, dediti a note stampa su una società quotata in borsa.

E’ strano che la nota del sindaco sia uscita nonostante la volontà di tenere riservate certe comunicazioni sino all’eventuale approvazione, proprio per evitare dannose e inutili fibrillazioni di mercato. E invece, la nota scatta fuori proprio quando il capogruppo ha deciso all’unanimità di indire un Consiglio straordinario sul Salva Roma per il 13 marzo.

La seduta non sarà normale ma aperta agli interventi dei rappresentanti istituzionali, delle categorie produttive e sociali della città.

Nella medesima sede la maggioranza andrà a proporre un pacchetto con misure contro la crisi. Il piano straordinario andrà a far fronte alla situazione dal punto di vista economico e politico.

Dopo le vicende del Salva Roma, il fermo del Pd al sindaco, le catene poste dal governo Renzi sul nuovo decreto che restituisce ossigeno alle casse capitoline, è necessario definire da una parte il bilancio e dall’altra il piano di ristrutturazione dell’apparato amministrativo. In ciò, l’Assemblea romana, già protagonista di recente di un braccio di ferro con una giunta solitaria, ha deciso di indicare una strada. Attraverso il consenso delle opposizioni si è voluto cercare di uscire da un momento delicato.

I tagli che riguardano Marino implicano una compattezza politica decisiva, soprattutto per il riassetto delle partecipate Zètema, Palaexpo, Farmacap, che secondo quanto previsto dal nuovo decreto potrebbero essere messe in liquida.


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