Ipoteca

Il rischio dei beni confiscati ai clan ma ipotecati


Il problema più grande è rappresentato dal fatto che negli interminabili tempi fra confisca definitiva e destinazione, un immobile o un'azienda, fino ad allora in "buono stato di salute", finiscano in malora, o vittime del degrado. A questo punto, i costi per poterli recuperare e darli poi in gestione ad associazioni ed enti no profit è molto alto.
La situazione è stata esposta anche a seguito della visita barese di Rosy Bindi: al presidente della commissione antimafia, durante le audizioni, ne avevano parlato le associazioni ma anche lo stesso prefetto Antonio Nunziante. Una volta andata via la parlamentare, si è preso carta e penna e ha scritto al ministero dell'Interno, chiedendo di aggiustare la macchina.

I beni confiscati nel barese sono 350, 145 solo a Bari: tra questi circa 90 sono stati assegnati ma solo 19 sono già in gestione. Intanto la macchina farraginosa vuole, come duplice requisito per l'assegnazione, una richiesta da parte dei Comuni interessati, e che il bene in questione sia libero da ipoteche. Ciò rappresenta il problema principale se si tiene conto che, come evidenziato dal presidente Bindi, ogni bene sequestrato o confiscato a un mafioso, risulta gravato da un muro
tuo, un finanziamento da parte delle banche, o da un'ipoteca.
A metà tra immobile e azienda, hanno le stesse caratteristiche il "Parco dei templari" e "Dimora dei templari", due dei beni confiscati a Saverio Sorangelo, "cassiere" del clan Mangione dell'Alta Murgia. I due ristoranti di lusso, tra Altamura e Gravina, sempre ben frequentati, facevano parte del tesoro che era stato sottratto da forze dell'ordine e magistratura.

Entrambi i luoghi, però, potrebbero tornare a vivere: parco dei templari, per 10 mesi teatro di una insolita gestione Vissani, è stato abbandonato da anni e ha bisogno di molti soldi per tornare a vivere: solo per rifare la cabina elettrica l'Agenzia ha dovuto tirar fuori 30 mila euro. Tuttavia, per fortuna, sembra che i guai siano terminati, giacchè il bene sarebbe stato assegnato all'Università e per la consegna mancherebbe solo la firma del prefetto dell'Agenzia . Dimora dei templari, invece, sarà presto visitata dal presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Bari, Francesca La Malfa e dal coordinatore regionale dell'associazione Libera, Alessandro Cobianchi, in vista di un possibile e prossimo riutilizzo.
La battaglia, dunque, per meglio smaltire i beni confiscati e sottoposti ad ipoteca continua ad avere un suo lungo corso.