Ipoteca

Il prestito ipotecario può essere concesso senza busta paga?


Viviamo in un periodo dove la flessibilità lavorativa fa sì che banche e istituti di credito, non accordino i finanziamenti più di tanto, essendo scettici sulle garanzie di solvibilità, che si fondano, come sappiamo, sulla busta paga.

Un mutuo 30ennale, sui 125 mila euro, prevede il pagamento di una rata mensile che si aggira su 800-900 euro. Somma impossibile per chi ha uno stipendio addirittura inferiore. Si può, però, fare riferimento alle vecchie garanzie reali. Si pensi al prestito ipotecario.

Questo è una specie di mutuo che prevede la costituzione di un’ipoteca su un immobile di proprietà del richiedente.

Il richiedente concede la propria casa a garanzia del credito. Se la somma prevista non è rimborsata, l’istituto di credito diventa il legittimo proprietario. Una volta stipulato il contratto, il titolare del bene non può alienarlo o disporne per l’intera durata dell’ipoteca.

Non è detto che avendo un immobile, si riesca comunque ad accedere ad un mutuo ipotecario. Molti istituti di credito non amano attendere la fine dell’ammortamento per avviare le procedure di espropriazione del bene, ma preferisce ottenere un pagamento puntuale del mutuo.

La proprietà dell’immobile, in particolare in caso di prestiti per precari, viene vista solo come tutela alla quale nessuna banca o istituto di credito, vuole ricorrere sul serio. Ecco perché, poi, vengono chieste garanzie come fideiussioni o avalli che vengono da terzi.

Il prestito ipotecario non viene erogato da tutti gli istituti di credito. Bisogna, dunque, andare a verificare se nell’elenco delle prestazioni bancarie, tale tipo di finanziamento è previsto. I tempi per ottenerlo sono lunghi. Ovvero, sono quelli che necessitano per le verifiche di rito. Ad es. l’accertamento della proprietà dell’immobile o ancora la perizia condotta, al fine di stabilire la cifra massima da erogare a titolo di prestito ipotecario.

Ricordiamo, come già detto in alcuni articoli, che la somma che viene erogata attraverso il prestito, non equivale mai al valore risultante dalla perizia dell’immobile, bensì all’80% di questo.