Asta Giudiziaria

Il Mof all'asta


Nessun sollievo per i bancali. Infatti, il gigante green dell'ortofrutta dovrà affrontare un ultimo passaggio: quello dell'asta giudiziaria. Il 24 settembre, dalle ore 16 in poi, allo studio legale Lucci di Latina, saranno messi all'asta in un unico lotto tutti gli immobili che appartengono alla Imof spa, una società di capitale misto le cui struttire sono di proprietà per la maggiore alle aree del Mercato fondano.

La base d'asta è di 25 milioni 15 mila 500 euro

La base d’asta è di 25 milioni 15mila 500 euro, ci saranno dei rialzi d'asta qualora dovesse esserci la gara pari a 520mila euro, i quali finirebbero al miglior acquirente (saranno espletati circa tre prove di vendita) beni per quasi 28mila metri quadri. Sono, infatti, inclusi: la palazzina del centro direzionale, gli uffici e le sale per le conferenze, il centro ingressi. Piazzali, parcheggi, porticati, corti, camminamenti vari. La lista è molto lunga e sono state inserite anche la cabina elettrica e la casa cantoniera sottoposta a ristrutturazione. E soprattutto ci sono tre capannoni che contengono diversi stand al loro interno. Possiamo parlare di una vera e propria spada di Damocle che pende sulla testa del Mof.
La situazione non sembra facile da credere e trae le sue origini nei mali del Mercato: ovvero, le casse orma sono sempre in rosso. Questo ha fatto sì che si chiedesse una mole ingente di credito a creditori dalla variegata provenienza.  L'esecuzione immobiliare è stata proprio intrapresa da un creditore di vecchia data.

E' l'Ibm Italia che ha aperto una procedura di recupero credito

Ibm Italia, spa che un decennio fa, quando si decise di ampliare e ristrutturare l’area mercato, si stava occupando di fornire le casse automatiche posizionate all’ingresso. Tale attività non era mai stata pagata in alcun modo dai capi Mof, giungendo ad una lunga controversia alla fine caduta nel pignoramento del complesso della Imof. Nello scorso mese si è arrivati a delegare il Tribunale di Latina, sezione secondaria di Terracina, per tutta l'attività di compravendita allo studio Lucci, che erano state conosciute a partire dal mese di luglio. Il peso del debito che si mette alla base della procedura esecutiva a quanto ammonta? Il Mof, fino a poco tempo addietro apparteneva al gruppo di mercati più famoso all’ingrosso d’Europa. Attualmente sta finendo all’asta in quanto non era stata pagata una cifra che – secondo quanto sembra – va di non molto oltre i 400mila euro. Tale dato indica tutte le difficoltà economiche in cui versa viale Piemonte.

Altre società potrebbero seguire la medesima scia dell'Ibm

Non si esclude che potrebbero esserci altre società dirette a seguire la medesima strada. Se l’Ibm ha aperto la strada, molte altre società potrebbero fare la medesima cosa. Non si esclude che, prima dell’asta, nella procedura giudiziaria vengano ad essere insinuta, uno dietro l’altro, altri creditori. I margini di decrescita sono ancora in maggiore dimunizione. Tali margini vengono della Imof che vengono da un’eventuale, effettiva vendita all’asta dei propri beni. Tale vendita, andando a togliere tutto ciò che di formale c'è, sembra essere ad ogni modo in salita. E non solo per le cifre che appartengono all’affare. Va tenuto presente che al loro interno ci sono diverse questioni di carattere burocratico, che concernono in particolar modo una vecchia ipoteca con un istituto di credito ed il contratto di concessione degli stessi immobili Imof alla Mof spa, che sono ancora in corso di esecuzione.

Il problema principale è che non c'è liquidità

Non c'è liquidità e si è, ormai, nelle mani di creditori di tutti i tipi. Il futuro, purtroppo è molto incerto e ricco di ombre. Era stato previsto un piano industriale 2014-2024: erano stati previsti circa oltre 20 milioni d’euro che, tra aumento di capitale e conversione dei crediti, la Regione avrebbe dovuto dare al Mof. Si sono rivelati, tuttavia, semplicemente una falsa promessa. Il piano era stato realizzato come un aiuto di stato. E' tuttavia ancora fermo, in quanto è stato riconosciuto come non attuabile. E', inoltre, ferma la questione del lodo arbitrale che è stato impugnato dalla Imof, conducendo all'enesimo scontro con la Pisana e di conseguenza al fermo delle somme che sono state fissate dallo stesso lodo. Sono stati previsti ulteriori fondi che non sono, però, ancora arrivati ed hanno lasciato il Mof completamente al verde.
Ma a chi bisogna dare le colpe per una situazione di questo tipo? La cosa particolare è proprio la seguente.
Ascoltando ognuna delle due parti in causa, le colpe sono ora dell'una e ora dell'altra. In totale non ci sono né se e nè ma. Leggendo i soventi interventi dei vertici del Mercato, l’unica colpevole dell’attuale situazione presente è solo ed esclusivamente una Regione non credibile. Andando dietro alla versione di quest’ultima, ogni addebito dovrebbe essere invece rivolto alla classe dirigenziale della società. L'alternanza di tutti i soggetti coinvolti è sicuramente non facile e continua, mentre gli stand chiudono e il mercato va all'asta.