Fallimento

Il fallimento della Coop Coperative e Coopca Coop Carnica


Coop Cooperative operaie di Trieste Istria sta andando verso il concordato preventivo e potrebbe rimanere nella mani di Coop Nordest, Conad o, come dicevamo, di qualche cliente straniero. Per Coopca Coop carnica, da un mese sottoposta a tutela del tribunale, sembrerebbero interessate la Cosint e Automotive Lighting della Magneti Marelli (gruppo Fiat).

Le cooperative stanno provando ad allontanarsi in ogni modo dalla possibilità di incorrere nel fallimento

Coop Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli e Coopca Coop carnica, con sede ad Amaro, Udine, lottano a tutti i costi per allontanare la strada del fallimento, in questo modo solo si potrebbe evitare la perdita dei prestiti dei soci per un totale di 130 milioni di euro. A capo delle Cooperative di Trieste c'era l'amministratore giudiziario Maurizio Consoli, e si sta procedendo per il concordato preventivo. Come abbiamo spiegato, infatti, riportando quanto pubblicato in una nota dell'1 dicembre, il tribunale di Trieste, presa in esame la situazione creatasi con le offerte che sono giunte e la domanda delle Cooperative Operaie ad essere ammesse alla procedura di concordato preventivo, ha deciso di concedere all'amministratore giudiziario il termine presentato in richiesta che servirà per la formulazione definitiva del piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi volti a superare la crisi aziendale della società.
Ancora in sospeso, dunque, il futuro dei circa 700 dipendenti, nonché i risparmi provenienti da 17 mila soci che attraverso i prestiti sociali avevano investito nelle Coop operaie oltre 100 milioni. Questi sono stati bloccati dal commissario Consoli proprio a causa della crisi della coop operai, finendo poi nello stesso periodo nel mirino dei pubblici ministeri di Trieste, Federico Frezza e Matteo Tripani, che hanno indagato l'ex presidente Livio Marchetti per falso in bilancio. Stando a quanto rinvenuto dalle autorità, i conti della Coop erano tutti sottoposti a ritocco, in modo poi da cammuffare delle operazioni di carattere immobiliare tra i vari gruppi.

Quali saranno le sorti e se il concordato potrà davvero salvare i 17 mila soci bisogna capirlo

Se il piano posto in essere dall'amministratore giudiziario non dovesse andare bene, i 17 mula soci che hanno affidato i loro fondi alla coop, invece che depositarli in banca, avrebbero una brutta notizia, senza poi escludere che, nel caso in cui la Coop fallisse, questi beneficierebbero della garanzia fino a 100 mila uero per correntista da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi.
La nota stampa, poi riportava che il Tribunale: "ha confermato che se la procedura proposta da Cooperative Operaie avrà esito positivo anche con l'approvazione dei creditori secondo le previsioni di legge, non vi sarà il fallimento. L'amministratore giudiziario - proseguiva il comunicato - informa inoltre che il piano nella sua completezza e quindi anche le dettagliate proposte che esso conterrà verranno sottoposte ai creditori in un arco di tempo variabile tra i 60 e i 100 giorni da oggi; in seguito, i creditori stessi potranno esprimere il loro voto".

Una volta finita la procedura la quale dovrebbe durare sei-sette mesi e se vi sarà il consenso dei creditori, questi, ovvero sia i fornitori che i prestori sociali, potranno soddisfare il proprio credito in termini importanti. Non solo, i posti di lavoro finirebbero per essere mantenuti. Il tribunale ci ha tenuto anche a precisare che i beni che sono stati forniti e i servizi resi alle Cooperative Operaie a partire dal 17 ottobre scorso su espressa richiesta – e aggiungeremmo, molto chiara –  dell'amministratore giudiziario, poiché funzionali all'attività d'impresa e alla sua utile conservazione, dovranno essere pagati senza incorrere in alcun rischioso problema per i fornitori.

Anche la situazione della Coopca non è delle migliori: sulle spalle di questa un debito di 80 milioni

Non è neanche semplice la situazione in cui si trova l'altra cooperativa che appartiene al Nordest e che sta combattendo per sopravvivere sul mercato. La Coopca, da circa un mese è sotto l'alveo del tribunale e su di essa c'è un debito che conta gli 80 milioni di euro. In questa cifra è incluso il prestito sociale da 26,5 milioni diretto ai 3mila risparmiatori, che laddove si dovesse giungere al fallimento non resterebbero con assolutamente nulla tra le mani. Stando a quanto è accaduto in riunione il 19 dicembre, la regione del Friuli Venezia Giulia che dovrebbe salvare la cooperativa, si sta parlando di un intervento del Consorzio per lo sviluppo industriale di Tolmezzo (Cosint) e di Automotive Lighting, l'azienda che si è occupata della produzione di fanaleria per auto che appartengono alla Magneti Marelli, del gruppo Fiat.