Curatore Fallimentare

Il Curatore Fallimentare | parte 2


Il curatore - parte 2

Secondo quanto abbiamo visto, l’art. 28 non sembra escludere tra coloro che possono essere nominati curatori, il medesimo fallito. Questo può essere, infatti, compreso tra i soggetti in conflitto di interessi con il fallimento.

Abbiamo detto che in generale i poteri del curatore riguardano l’amministrazione del patrimonio e lo svolgimento di attività all’interno della procedura.

Le attività principali

Quali sono queste attività principali? Ce lo dicono gli artt. 33, 34, 92, 95, 97 e 104 della l.f.

Il curatore deve presentare al giudice delegato, entro 60 giorni dalla dichiarazione del fallimento, una relazione relativa alle cause e circostanze che hanno provocato il fallimento, sulla responsabilità dell’imprenditore o di altri, sulla sua diligenza nell’esercizio dell’impresa e su ogni cosa utile ai fini delle indagini preliminari in sede penale.

Successivamente, ogni sei mesi, dovrà redigere un rapporto delle attività poste in essere, con le indicazioni delle informazioni raccolte dopo la relazione, assieme al conto della gestione.

Si occupa della formazione dello stato passivo ed invia ai creditori e ad ogni interessato risultante dalle scritture contabili o altra fonte, l’avviso circa l’esistenza della procedura fallimentare. Comunica successivamente l’esito dell’accertamento del passivo.

Effettua il programma di liquidazione entro 60 giorni dalla redazione dell’inventario e deposita entro 10 giorni dalla corresponsione, le somme riscosse, versandole sul conto corrente intestato alla procedura fallimentare presso l’ufficio postale o una banca scelta da quest’ultimo.

 

(Segue)

Parte 1