Concordato Preventivo

Procedura di concordato preventivo


L’istituto giuridico delconcordato preventivotende ad evitare la dichiarazione di fallimento di un imprenditore. E’ istituto complesso, caratterizzato da numerose limitazioni e presupposti. In questo articolo ne esamineremo l’interaprocedura.

Ilconcordato preventivoè un istituto giuridico teso ad evitare la dichiarazione di fallimento di un imprenditore. Attraverso ilconcordato preventivo, infatti, l’imprenditore in crisi o in stato di insolvenza, può tentare di non incorrere nella dichiarazione di fallimento presentando un accordo teso al soddisfacimento (anche parziale) degli interessi dei suoi creditori. Tale concordato è definito “preventivo”proprio perché mira a prevenire il ricorso alla procedura fallimentare. Ilconcordato preventivo, da una parte, tutela il debitore - che riesce così ad evitare azioni esecuzione nei suoi confronti e che riesce a proseguire l’attività d’impresa – mentre dall’altra tutela i creditori. Questi ultimi, infatti, riusciranno ad ottenere il soddisfacimento dei propri crediti in tempi certamente più brevi rispetto allaprocedura fallimentare. Inoltre, in linea generale, il concordato preventivo tutela anche l’interesse della collettività a far sì che l’impresa continui la propria attività economica e commerciale.

Il concordato preventivo: requisiti per l’ammissione alla procedura

Exart. 160 della Legge Fallimentare, per essere ammessi allaprocedura di concordato preventivo,è necessario che l’imprenditore che ne fa richiesta abbia natura commerciale, collettiva oppure individuale. L’impresa deve superare i limiti dimensionali di cui all’art. 1 della Legge Fallimentare mentre le imprese soggette a liquidazione coatta possono essere ammesse a prescindere dai limiti dimensionali così come gli enti di tipo associativo e le associazioni che svolgono, in prevalenza, attività commerciale.Sono esclusidalla procedura i piccoli imprenditori, le società semplici, gli imprenditori agricoli, gli enti pubblici e le associazioni non riconosciute. La Legge prevede, inoltre, che per presentare laproposta concordataria, l’imprenditore deve trovarsi in stato di crisi e di insolvenza. Quanto ai limiti temporali,l’art. 160 della Legge Fallimentareprevede che la proposta, nel momento in cui viene presentata, sospende tutte le istanze di fallimento presentate. Tale sospensione opera fino al momento in cui non intervenga la valutazione di ammissibilità del concordato.

Il concordato preventivo: la procedura

Ladomanda di concordatova proposta con ricorso recante la sottoscrizione del debitore. Al ricorso – oltre al piano di concordato - andranno allegati tutta una serie di documenti utili, tra gli altri, a valutare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa nonché l’elenco dei titolari di diritti reali o personali sui beni di proprietà o in possesso del debitore. Il ricorso va presentato dinanzi alTribunale del luogo in cui ha la sede principale l’impresa. IlTribunale in composizione collegialeesamina la domanda di concordato. A tal fine, ai sensi dell’art.162 della Legge Fallimentare, può chiedere di sentire il debitore per consentirgli l’esercizio del diritto di difesa. In particolare, il Tribunale ha il compito di giudicare in ordine all’ammissibilità o inammissibilità delladomanda di concordato preventivo.Successivamente nomina il Giudice Delegato ed il commissario giudiziale. Fissa – con decreto – il termine per il deposito della proposta e del piano. Emette provvedimento ordinatori per convocare, ad esempio, i creditori. Se non ricorrono i presupposti di legge,il Tribunale dichiara inammissibilela proposta concordataria. Qualora, invece, il Tribunale ritenga che laproposta di concordato sia fattibile,dichiara aperta – con decreto motivato – la procedura di concordato. Sempre con decreto nomina il Giudice Delegato e il commissario giudiziale nonché i creditori entro 30 giorni dalla data del provvedimento. Fissa la data dell’udienza e“stabilisce il termine, non superiore a quindici giorni per il deposito in cancelleria della somma pari al 50% delle spese che si presumono necessarie per l’intera procedura.”Il deposito è essenziale perché, in suo difetto, si avrà la revoca del concordato. IlCommissario Giudiziale,all’adunanza, è chiamato a svolgere una serie di attività previste dalla Legge. Tra le altre, egli redige l’inventario del patrimonio del debitore e una relazione nella quale motiva le cause del dissesto economico. Esamina inoltre una serie di documenti tra cui le scritture contabili, i libri sociali, lo stato analitico delle attività e delle passività. Il concordato preventivo: il giudizio di omologazione del concordatoL’art. 180 Legge Fallimentareprevede che tale giudizio si svolga in Camera di Consiglio. Esso si conclude, inoltre, condecreto motivatoche può essere reclamato inCorte d’Appello. Qualora il Tribunale, con decreto, proceda al rigetto della richiesta di concordato, da ciò non consegue l’automatica dichiarazione di fallimento. L’imprenditore, nonostanteil rigetto della proposta di concordato, ben potrebbe tornare in bonis.