Concordato Preventivo

Il concordato preventivo di Aeradria e cosa prevedeva


Le previsioni del concordato preventivo

Il concordato preventivo prevedeva:
•    Il pagamento integrale dei crediti cosiddetti “prededucibili” (stimati all’epoca in 790 mila Euro);
•    Il pagamento integrale dei crediti privilegiati (personale, INPS, Erario etc., stimati inizialmente in  7,14 milioni, incluso un “fondo rischi” di 500 mila Euro ma a Ottobre ricalcolati in 6,8 milioni);
•    Il pagamento in denaro al 50% dei creditori cosiddetti “strategici”, stimati inizialmente in 1,4 milioni e quindi pagati per 707 mila euro
•     Il pagamento in denaro al 30% dei crediti aventi importi inferiori a 1 milione di Euro, stimati inizialmente in 10,9 milioni e quindi pagati per 3,27 milioni + un fondo rischi eventuali per 500 mila Euro;
•    Il pagamento in azioni Aeradria al 56% dei crediti di importo superiore a 1 milione di Euro pari a circa 28 milioni di Euro e quindi pagati in azioni per 15,8 milioni di euro.

Per sostenere i pagamenti e il rilancio della società Aeradria, erano stati trovati  capitali freschi così strutturati:
•    Un aumento di capitale per cassa per Euro 5,3 milioni (già sottoscritto alla presentazione della domanda di concordato a Luglio 2013)
•    Un’emissione di cd “minibond” per 3,3 milioni di Euro, sottoscritti nel mese di Novembre 2013 da alcune banche riminesi, di cui una che non aveva alcun credito verso Aeradria.

La necessità di trovare altri 3 milioni di cassa subito era stata richiesta da Santini ad Ottobre 2013 perché aveva forti riserve relativamente a 2 punti: l’incasso di un credito verso Ryanair, che la società aveva contestato in Tribunale; la necessità di avere a disposizione una riserva di cassa per far fronte alle richieste di danni già minacciate dal curatore fallimentare di AIR, appena dichiarata fallita.

La possibilità di rilanciare Aeradria attraverso il concordato è andata in fumo

La validità del piano era stata collaudata dal Commissario Giudiziale dott. Santini (nominato poi curatore fallimentare) sulla base dei dati consuntivi di traffico ed economici dei mesi di agosto, settembre, ottobre e novembre, ed era stato rafforzata dai risultati ottenuti dal nuovo direttore generale Paolo Trapani che in poco meno di 60 giorni aveva riorganizzato e ridotto il personale ottenendo risparmi per oltre 2 milioni di Euro. Da dicembre 2013 ad oggi, il piano di riduzione dei costi è andato avanti con ulteriori risparmi messi a regime da Trapani, tanto è vero che oggi la gestione provvisoria ha prodotto cassa ogni mese e dal punto di vista economico non perde più.
Quindi tutti i creditori, per una somma pari a circa 49 milioni, ricevevano un rimborso molto al di sopra della media dei concordati che oggi si fanno in Italia; i creditori privilegiati, cioè l’Agenzia delle Entrate, gli Enti Previdenziali e i lavoratori venivano pagati integralmente in pochi mesi;  la società otteneva oltre 8 milioni di Euro di risorse fresche per continuare; i grandi creditori – quelli che venivano più sacrificati perché non ricevevano denaro, ma azioni, diventavano azionisti della società risanata; la società aveva, inoltre, una riserva di cassa 3,6 milioni da utilizzarsi in caso di perdita della causa del curatore di AIR; la società aveva avviato le azioni di responsabilità verso gli amministratori precedenti con l’impegno di destinare il ricavato a favore dei creditori per incrementare il loro recupero.
Quella che abbiamo descritto è la situazione che aveva portato a formare la nuova Aeradria, quella presieduta dal professor Tucci, con i maggiori creditori entrati come azionisti.