Concordato Fallimentare

Il concordato fallimentare come extrema ratio


La crisi continua ad andare avanti e non è semplice definire concordati preventivi precisi e puntuali da parte di professionisti coscienziosi. Le aziende stanno diventando sempre più povere e stremate dalle contingenze economico sociali, per cui, il concordato fallimentare ben potrebbe essere la soluzione unica, finale, estrema, ma possibile per mantenere in vita la continuità aziendale nelle situazioni più disperate e complesse.

E’ molto difficile pensare di poter prima fallire per poi salvarsi dal fallimento. Bisogna tentare di essere realisti, quando la crisi inizia a mangiare tutto ciò di cui l’imprenditore è in possesso. In extrema ratio bisogna mettere in campo rimedi estremi e cercare di lasciar perdere i formalismi.

Il concordato fallimentare è uno strumento giuridico previsto dalla legge fallimentare il cui obiettivo consiste nel poter soddisfare tutti i creditori della società.

Uno degli effetti della procedura di concordato fallimentare è quello di sospendere le azioni nei confronti del debitore, ad esempio lo spossessamento oppure le conseguenze penali del fallimento. In questo modo il debitore sarà libero di poter risanare i propri debiti.

Ai sensi del cfr.art.118 legge fallimentare, nell’ordinamento giudiziario italiano, il concordato fallimentare rappresenta una delle cause legali di cessazione del fallimento.

Esso non è altro che uno strumento diretto a realizzare il soddisfacimento di tutti i creditori che sono stati ammessi al passivo. Il concordato preventivo, interviene dopo il fallimento.

Nell'ordinamento giudiziario italiano, il concordato fallimentare è una causa legale di cessazione del fallimento (cfr. art. 118 legge fallimentare), uno strumento volto a realizzare il soddisfacimento di tutti i creditori ammessi al passivo. Il concordato preventivo interviene dopo il fallimento.

Con la Riforma del diritto fallimentare posta in essere dal Decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 e poi, parzialmente modificata dal Decreto legislativo correttivo 12 settembre 2007, n. 169, il legislatore ha sentito la necessità di semplificare la disciplina di questo istituto ed accelerarne l’applicazione. Quindi, due binomi: celerità e semplicità.

Relativamente alla liquidazione fallimentare dell’attivo, il concordato permette al fallito di poter sanare in via definitiva i propri debiti con un accordo col ceto creditorio che può prevedere il pagamento anche in via parziale dei debiti, la dilazione o ristrutturazione degli stessi, la liberazione dei beni che sono stati spossessati attraverso il fallimento ed inoltre, permette di non esporre il debitore alle possibili conseguenze penali connesse al fallimento.