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Green pass: quanto influirà sul fallimento di turismo e ristorazione?


Dal 6 agosto è entrato ufficialmente in vigore il Green Pass, una misura che consentirebbe ai cittadini di viaggiare e accedere a ristoranti, ospedali e altre strutture, oltre a partecipare a eventi pubblici. Questo certificato è a disposizione di chi è guarito dal Covid-19 o chi è stato vaccinato contro di esso, anche con una sola dose. Tuttavia, ci sono alcune categorie di cittadini che non rientrano in nessuna delle due casistiche. Come ad esempio gli immunodepressi e chiunque risulti allergico a una o più componenti dei vaccini. A meno che il governo non tenga conto delle suddette categorie, è possibile ipotizzare che la misura danneggerà l'economia italiana, invece che rafforzarla.

Cos'è il Green Pass

La campagna vaccinale è ancora in corso, seppure con occasionali rallentamenti e difficoltà. La Commissione europea, tenendo conto di ciò, ha proposto l'idea del Green Pass Covid-19 con l'intento di far circolare i cittadini in sicurezza sia in Italia che negli altri Paesi dell'Unione Europea. Trattasi di una certificazione digitale emessa esclusivamente dal Ministero della Salute. Tuttavia, è accettata anche in forma cartacea. In aggiunta, è possibile decidere se si desidera ottenerla solo in italiano, in una versione bilingue italiano-inglese o in una versione trilingue italiano-inglese-francese. L'importante è che, in ogni caso, sia presente un codice a barre bidimensionale, ovvero un QR Code, che identifichi il suo possessore (fonte: https://www.dgc.gov.it/).

Per ottenere il Green Pass, è necessario trovarsi in una delle seguenti condizioni: 1) avere ricevuto anche una sola dose di vaccino; 2) essere guariti dal Coronavirus nel corso dell'ultimo semestre; 3) risultare negativi al test antigenico o molecolare nel corso delle ultime 48 ore. Dopo averlo ottenuto, si avrà l'obbligo di presentarlo a chiunque ne faccia richiesta, dagli operatori presso il check-in di un aeroporto a un ristoratore, per poter usufruire di determinati servizi. Benché l'Italia sia attualmente in zona bianca, c'è sempre la possibilità che alcune Regioni possano ridiventare gialle, arancioni o rosse. In tal caso, questa certificazione permetterà al suo possessore di spostarsi tra una zona e l'altra (fonte: Adnkronos).

La situazione di turismo e ristorazione in Italia

Nel 2020, il turismo ha perso 27 miliardi di euro di profitto, mentre la ristorazione ha dovuto mandare a casa 514.000 lavoratori. Nel solo settore dei trasporti, l’Indicatore Trasporti Confcommercio ha documentato un crollo della mobilità dei passeggeri di circa il 50%. Inoltre, c'è stata una perdita di ricavi di ben 4 miliardi di euro. Nel frattempo, sono state concepite e messe in atto diverse risoluzioni per sostenere gli operatori presso i settori turistico e della ristorazione, oltre al succitato Green Pass. Uno di questi è il recente Superbonus 80%. Questo specifico bonus sarà destinato agli alberghi e alle strutture ricettive per l'acquisto di arredi, dispositivi di illuminazione e opere di riqualificazione (fonti: InsideOver e Forniture Alberghiere Online).

Se nessuna delle misure adottate dal governo Draghi produrrà un cambiamento significativo nelle condizioni economiche di chi lavora nel turismo e nella ristorazione, si può ipotizzare una situazione ancor più disastrosa di quella vissuta nel 2020. Infatti, come riferisce Key4Biz, lo spettro del fallimento delle imprese turismo aleggia su ben 40.000 strutture ricettive situate in tutto il territorio nazionale. Le Regioni maggiormente coinvolte in questo possibile tsunami economico sono la Lombardia, il Lazio, la Campania, il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Toscana. RaiNews ha riportato la notizia che Confindustria e Cerved, nel Rapporto Regionale Pmi 2021, hanno evidenziato il rischio che il 40% dei ristoranti, bar, pizzerie e quant'altro possa definitivamente chiudere i battenti.

Cosa sta succedendo dal 6 di agosto

Chiunque sia riuscito a ottenere un Green Pass entro la data del 6 agosto può accedere a qualunque struttura al chiuso. Oltre ai ristoranti, si può entrare nei musei, nei cinema, nelle piscine e nelle palestre. È già disponibile una nuova applicazione per effettuare i controlli, la VerificaC19. Ma oltre al Green Pass, è necessario esibire anche un documento di riconoscimento. La carta d'identità o la patente vanno bene. Il codice fiscale invece no. Lo stabilisce il decreto legge che è stato pubblicato il 23 luglio sulla Gazzetta Ufficiale (fonte: Provincia Granda). Se questa misura di recente introduzione scongiurerà o accelererà il fallimento di ristoranti e simili strutture, è ancora da vedere.

I bambini dai 2 ai 6 anni, esclusi dalla campagna vaccinale, possono avere il Green Pass senza bisogno di sottoporsi a un tampone. Ma i bambini dai 6 ai 12 dovranno presentare un tampone negativo o la prova dell'avvenuta guarigione in caso si siano ammalati di Covid-19 (fonte: Il Resto del Carlino). Chi non ha la certificazione richiesta, pur rientrando tra gli aventi diritto, può pagare una multa dai 400 ai 1.000 euro. E questo vale sia per il cliente che per l'esercente che gli ha permesso di accedere senza effettuare la verifica (fonte: Palermo Today). Anche la Danimarca, l'Ungheria, l'Austria, il Lussemburgo, il Portogallo, la Francia, l'Irlanda e la Germania richiedono questo documento (fonte: Europa Today).

Perché il Green Pass potrebbe arrecare più danni che vantaggi?

*Tralasciando chi si oppone sia ai vaccini che al Green Pass, c'è chi vorrebbe usufruire di quest'ultima certificazione e semplicemente non può, sia temporaneamente che permanentemente. *Per fare un esempio, 4 milioni di cittadini tra i 12 e i 19 anni d'età non hanno ancora avuto l'opportunità di vaccinarsi. Poiché in molti trascorreranno le vacanze estive con la propria famiglia, c'è il rischio che solo i membri vaccinati della stessa possano accedere a un ristorante senza difficoltà (fonte: Quotidiano di Sicilia). Oltre a ciò, bisogna considerare gli immunodepressi e chiunque abbia una reazione avversa a un componente dei vaccini o non possa in ogni caso vaccinarsi per comprovate ragioni di salute.

Green Pass: conclusione

*Il Green Pass, anche se concepito e attuato con le migliori intenzioni, potrebbe causare dei danni irreparabili a qualunque settore del Belpaese, e non solo al turismo e alla ristorazione. *Di fatto, vanificherebbe i tentativi di risollevare la situazione economica degli imprenditori e dipendenti il cui reddito dipende direttamente dall'interazione con il pubblico. Tuttavia, la legislazione può porre rimedio modificando i criteri di accesso a questa misura, facendo sì che anche chi non può vaccinarsi possa usufruirne. In questo modo, si eviterebbero fenomeni illegali come la compravendita di Green Pass fasulli sui canali Telegram (fonte: Il Post). E non è improbabile che queste modifiche possano essere apportate al più presto possibile.

Foto: Altroconsumo