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Grande successo delle auto italiane all'asta di Sotheby's


L’asta si compone di 40 lotti, tra cui 31 automobili, due moto e sette oggetti di collezionismo legati al mondo del motore. Si tratta di lotti ricchi di qualità estetica ed importanza storica. La scelta viene vista a livello di risultato: il 93% dei prodotti è stato veduto, realizzando 62,8 milioni di dollari, uno dei valori più alti nel settore, comparabile all’asta di arte contemporanea tenuta da Phillips.

L’asta è stata dominata dai designer italiani che furono di Ferrai, Talbot-Lago e Delahaye: Ferrari, Maserati, Scaglietti, Bertone, Zagato, Pinin Farina, Giugiaro, Ghia, Figoni e Falaschi.

Quattro su dieci dei risultati hanno il simbolo del Cavallino Rampante: si pensi che la Ferrari 250LM del 1964, carrozzata Scaglietti, è stata battuta a 14,3 milioni di dollari,uno dei prezzi più elevati in asta per un capolavoro di Maranello, con un pedigree di corse alla 24 Ore di Daytona.
Ci sono altre tre modelli della 250, sul mercato e le corse degli anni '50 e '60.

La 250 GT SWB da competizione del 1959, è stata venduta a 7 milioni di dollari, la 250 Europa GT Coupé del 1955, a 2,4 milioni di dollari, ed infine una Cabriolet del 1961 per 2 milioni di dollari.

Il modello in scala per piccoli piloti della Testarossa del 1958, auto-giocattolo guidabile, è stato venduto a 126 mila dollari.

Presente anche la Maserati A6G/2000 Spider carrozzata Zagato, che ha toccato i 4,5 milioni di dollari. Grande successo anche per l’arte dei carrozzieri italiani Figoni e Falaschi: una Talbot-Lago T150-C SS Cabriolet del 1938, una Delahye Type 135 Competition Coupe, per 7,150 milioni e 2,4 milioni di dollari.

Le stime hanno condotto ad 11 record per i modelli di auto, sebbene siano solo 4 ad aver superato la stima massima, dopo l’aggiunta delle commissioni. Queste sono: Ferrari 250GT Cabriolet del 1961, Mercedes 300SL Roadster del 1960 per 1,650 milioni di dollari, una BMW 507 Roadster del 1958 allo stesso prezzo e una Jaguar E-type Roadster del 1966 per 468mila dollari. C’erano anche modelli americani, si era pur sempre a New York, va detto, ma con risultati sicuramente meno importanti. Infatti, nessuno si è posizionato tra i primi dieci e soprattutto, sette lotti sono stati aggiudicati a bassa stima, due sono rimasti invenduti e tre, sono finiti entro le stime.