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Fallita Energy Lab, la smart company dell'energia


Ad una forte crescita che è durata fino al 2016 sono seguiti due anni di crisi con varie istanze, tra cui quella presenta dalla Procura

Dopo dieci anni dalla sua fondazione, il Tribunale di Udine ha dichiarato il fallimento della società Energy Lab Spa. Si tratta di una smart energy company indipendente, quotata su AIM Italia, attiva nei settori energia rinnovabile, efficienza energetica e waste to energy. Il Tribunale lo scorso 26 giugno- si legge in una nota - "ha dichiarato non luogo a procedere rispetto alla presentazione della proposta di concordato, del piano e della relativa documentazione", per la quale il Cda aveva deliberato rinuncia il 21 giugno. Anche alla luce della rinuncia presentata dalla società, il Tribunale ha pronunciato sentenza di fallimento, nominando giudice delegato Andrea Zuliani e curatore Giuliano Bianco. Energy Lab, fondata nel 2008 a Moimacco (Udine), opera nel campo delle energie rinnovabili tramite la progettazione e la realizzazione di impianti fotovoltaici di media taglia

Nata nel 2008, inizialmente Energy Lab era sta costituita con l'obiettivo di diversificare gli investimenti dei fondatoriin settori ad alto potenziale di crescita come quello delle energie rinnovabili. Il campo delle attività si è ampliato notevolemente in dieci anni, fino alla  progettazione e alla realizzazione di impianti fotovoltaici di media taglia in qualità di Epc (Engineering, Procurement, Construction), progettazione e commercializzazione di soluzioni per l'efficienza energetica, progettazione, installazione e gestione di impianti a biomassa in conto proprio e in conto terzi, erogazione di servizi di Operations & Maintenance e Asset Management. Una crescita accentuata fino al 2016, poi sono iniziati i primi problemi. 

La crisi sembrava passata nel 2017  grazie all'avvio di nuovi impianti e al rinnovo della governance, con la nomina lo scorso luglio di un cda indipendente. Due richieste di fallimento sono state risolte, inizialmente poi è arrivata l'istanza promossa dalla procura di Udine a gennaio a cui se ne sono aggiunte altre tre. Da allora le cose sono precipitate, con un deficit patrimoniale che ha pesato sull'azione della smart energy company in borsa. Da metà gennaio 2018 è stata protagonista di forte cali, tanto da passare dai 0,622 euro del 12 gennaio al minimo storico intraday a quota 0,346 euro lo scorso 13 febbraio, un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello dell'Ipo sull'Aim Italia a maggio 2014 pari a 1,80 euro.


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