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Fallisce Jeckerson, il noto brand dei pantaloni made in Italy con la toppa


Niente 'salvacondotto bis' per Jeckerson, il marchio di abbigliamento noto per i pantaloni con le iconiche toppe fondato a Bologna nel 1995 dai fratelli emiliani Alessandro e Carlo Chionna ma controllato dal 2008 dal fondo inglese Stirling Square Capital è giunto al capolinea. Scampato al fallimento 5 anni addietro dopo aver accumulato un rosso da 90 milioni e dopo aver fatto ricorso l'anno successivo al concordato preventivo in continuità, il noto brand, con 180 dipendenti, si era in parte rilanciato grazie ad alcune partnership di valore, tanto da riapparire, dopo sei stagioni di assenza, sulle passerelle dell'ultimo Pitti Uomo. Nonostante le buone prospettive, l'azienda si è presto dovuta scontrare con la dura realtà, segnata da un'emoraggia finanziaria che, goccia a goccia, ha scavato nel bilancio 2019 un buco da 4 milioni di euro dopo che il 2018 si era chiuso con conti nuovamente in salute, fatturato da 25 milioni e piani di sviluppo all'estero con destinazione Francia e Spagna A complicare le cose, dopo una prima razionalizzazione dei punti vendita, culminata nella decisione di abbandonare i centri commerciali per concentrarsi sui 25 store monomarca, è arrivata la pandemia che ha frenato i consumi, congelato il mercato e obbligato alla chiusura dei negozi proprio mentre Jeckerson si apprestava a firmare con l'industria tessile Berto un accordo per creare pantaloni in eco-denim e una ulteriore partnership con V.o.f service Italia per una linea donna. Alla luce delle difficoltà economiche acuite dal Covid, la proprietà ha presentato al termine della scorsa estate una nuova domanda di concordato presso il Tribunale di Bologna, domanda che l'11 novembre scorso è stata respinta. I giudici felsinei della sezione fallimentare hanno quindi dichiarato il fallimento del brand. l’espansione all’estero, Paesi Bassi, Francia e Spagna in primo luogo., In attesa di nuovi investitori


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