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Imprese, 1 su 4 fa crac per colpa dello Stato


'Mamma Repubblica' ha debiti arretrati con i fornitori per oltre 45 miliardi di euro

Fallimenti in caloquasi del14%in un anno. Sono state2.468le aziende che, nel terzo trimestre di quest’anno hanno chiuso i battenti, facendo così salire a8.656iltotale dei fallimentinel periodo compreso fragennaioesettembre, un numero ancora importante, ma ben lontano dai10.047del medesimo periodo 2016. Oltre alla riduzione dei ‘crac finanziari’, il dato paradossale che balza immediatamente all’occhio è senza dubbio quello relativo allecausedei fallimenti. In molti casi, infatti, le imprese che chiudono risultano essere a credito nei confronti dello Stato. Delle quasi 100 mila aziende che tra il 2009 e il 2016 hanno dovuto chiudere ,1 su 4è stata costretta a farlo per via deiritardidelloStatoneipagamenti. L’incresciosa statistica porta la firma di Banca Ifis che in un recente report sugli enti ‘cattivi pagatori’ ha certificato come loStatoabbiadebiti arretratisuperiori ai 30 miliardi di euro. L’impossibilità di riscuotere i crediti vantati verso la Pubblica amministrazione è, secondo un altro studio, redatto dall’associazione Comfimprenditori, una delle cause di fallimento più rilevanti degli ultimi anni, “poiché – si legge nel documento - nonostante i ritardi nei pagamenti, le imprese devono continuare a pagare le tasse e ovviamente i propri dipendenti”. Anche laCGIAdi Mestre si è occupata dello Stato debitore calcolando che i fornitori, al 31 dicembre 2016, avanzavano nei confronti di ‘mamma Repubblica’ fino a46 miliardidi euro. SecondoEurostatsi tratta deldebito commerciale più elevato d’Europa, pari al3% del PIL- la Spagna ha 14,5 miliardi di debiti, ossia l’1,3% del Pil, la Germania 37,4 miliardi (1,2%) e la Francia 26,4 miliardi (1,2%) - e questo nonostante tra il 2013 e il 2014 siano stati stanziati ben 56,2 miliardi di euro proprio per cercare di ridurre la cifra e nonostante l’introduzione della fatturazione elettronica, meccanismo che avrebbe dovuto portare trasparenza e rapidità all’interno di un sistema macchinoso, un vero capestro per le imprese.