Crisi Aziendali

Expedia tra tagli e coronavirus


Expedia, colosso dei viaggi online, sta vivendo una fase di forte crisi che, come annunciato dal management del gruppo, culminerà a breve in un vasto processo di ristrutturazione aziendale. In una mail inviata dai vertici Expedia ai dirigenti delle varie aree operative, mail intercettata dal sito 'Geekwire', la proprietà ammette che il 2019 è stato un anno “deludente” e fa mea culpa riconoscendo "di aver perseguito la crescita in modo non sostenibile e indisciplinato”. Da qui, alla luce anche della sempre più forte concorrenza di Google Travel e alle ripercussioni dell'epidemia Coronavirus, è allo studio una profonda ristrutturazione con tagli al personale e ulteriori misure per ridurre i costi. Il management è intenzionata a ridurre la forza lavoro su scala globale del 12%, pari a circa 3.000 dipendenti. Di questi, circa 500 saranno licenziati dalla sede centrale di Seattle, che impiega in tutto 4.000 persone. In totale Expedia conta 25.400 dipendenti, ha chiuso il 2019 con ricavi pari a 12 miliardi di dollari (+8%) e un utile netto di 565 milioni (+39%). Il fatturato del Gruppo, che conta diversi portali come Hotels.com e Travelocity, è però praticamente tutto legato alle performance di Expedia.com, la piattaforma 'madre' che da sola vale 11,45 miliardi, mentre le spese e i costi totali ammontano a 9,9 miliardi di dollari (+7% rispetto al 2018). E proprio su costi interni e processi di lavoro vogliono intervenire i manager di Expedia che con la ristrutturazione puntano ad un risparmio annuo di 300-500 milioni di dollari. Secondo i manager, infatti, la struttura di Expedia è troppo complessa e va semplificata. A far paura, come detto, è la crescente concorrenza di Google Travel e il potenziale impatto dell'emergenza coronavirus, secondo Expedia calcolabile in una perdita di 30-40 milioni di dollari solo per il primo trimestre 2020. Anche perché nel 2019 l’azienda ha generato il 43% dei ricavi totali (5,2 miliardi di dollari) dai mercati internazionali.