Crisi Aziendali

Eurostar a rischio crac, sotto la Manica non si viaggia più


Dal Covid alla Brexit, ecco il doppio bivio storico che rischia seriamente di far deragliare per sempre Eurostar. La società di trasporto ferroviario internazionale, simbolo dei viaggi lungo il tunnel della Manica, ha visto crollare le corse tra Gran Bretagna e il resto del continente europeo fino al 95% e ha chiesto l’intervento dei governi Inglese e Francese nel tentativo di evitare il fallimento. Sibilline, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate da Jacques Damas, amministratore delegato di Eurostar, all'agenzia Afp: "La catastrofe è possibile - ha detto - nel 2020 il fatturato per via delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria è crollato dell'82%, senza ulteriori finanziamenti esiste un rischio reale per la sopravvivenza della società". L’operatore, che gestisce i servizi attraverso il tunnel sotto la Manica, vede tra i suoi azionisti il gestore di fondi istituzionali canadesi Caisse de dépôt et placement du Québec e Hermes Infrastructure che hanno già iniettato 200 milioni di euro per sostenere la compagnia durante la crisi, ma a quanto pare potrebbe trovarsi in mora coi pagamenti a fine primavera se non arriveranno aiuti dai governi britannico e francese che a loro volta detengono partecipazioni del vettore. "Siamo incoraggiati dai prestiti garantiti dai governi alle compagnie aeree - ha detto l'Ad - e chiediamo ancora una volta che questo tipo di supporto sia esteso alle ferrovie internazionali ad alta velocità”. Eurostar, che come detto gestisce i collegamenti tra Londra, Parigi e Bruxelles attraverso il tunnel della Manica, è controllata al 55% da SNCF Voyageurs, Società nazionale delle ferrovie francesi, dall'inglese EUKL dentro la quale siede anche British Airways con il 10% e dal governo belga mediante SNCB. Parte dei problemi sarebbero causati dal fatto che l’azienda è vista nel Regno Unito come una società francese e quindi non supportata dagli inglesi, mentre in Francia viene reputata un’azienda con sede nel Regno Unito, con comportamento identico. La società sta comunque negoziando prestiti nel Regno Unito, nonché una possibile ricapitalizzazione da parte degli azionisti. Dall'inizio dell'anno, complice anche la Brexit con le sue nuove regole, la compagnia ha effettuato solo un viaggio di andata e ritorno Londra-Parigi e un viaggio Londra-Bruxelles-Amsterdam al giorno (con convogli vuoti all'80%). Di fronte alle dimensioni della crisi, Eurostar si è impegnata a ridurre i costi, ottenuto prestiti per un totale di 400 milioni di sterline (450 milioni di euro) e 210 milioni di euro dai suoi azionisti. Ma tutto questo basterà per continuare a viaggiare sotto il tunnel?


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