Pignoramenti

Equitalia: manca il medico e non si procede allo sfratto


Tra gli avvocati e l’ufficiale giudiziario mandato da Equitalia, sorge un diverbio, molto acceso, che verrò a concludersi con un nuovo rinvio dello sfratto al 30 maggio.
A causa del ponte del primo maggio, dall’ospedale di Ravenna non sono stati mandati il personale medico che poteva valutare le condizioni della disabile psichica e della centenaria che, tra quelle mura, vivono da 25 anni. Ciò è quanto eccepito dall’avvocato Luigi Piccarozzi che segue gratuitamente la famiglia dall’inizio della vicenda, contattato dalla trasmissione ‘La Gabbia’ di La7.
Un esempio di come la Tv possa essere utile.

Stando alle parole dell’avvocato, tutto è partito da un debito che negli anni ha assunto dimensioni quasi insostenibili. Tassinari era un ex perito assicurativo nel campo delle automobili. Negli anni sono arrivate le varie difficoltà ed è lui stesso ad affermare “o pagavo le tasse o facevo mangiare la mia famiglia”. Ad Equitalia i conti sono man mano saliti. Si sono aggiunti poi gli interessi e il debito accumulato schizza alle stelle: ben 118mila euro. Tassinari chiede una rateizzazione poter rientrare ma la rata era ormai non sostenibile, ovvero 5 mila euro al mese stando a quanto dice l’avvocato.
Senza lavoro e con scarse possibilità di pagare, l’11 giugno il giudice procede con l’esecuzione del pignoramento e la casa viene battuta all’asta e acquistata dall’imprenditore immobiliare ravennate Giovanni Ballardini per la cifra di 138mila euro.
Peccato che la famiglia non ne sappia nulla, dato la notifica era arrivata solo al padre, malato terminale.

L’acquirente chiede di poter entrare in possesso dell’immobile regolarmente acquistato, ma Tassinari, assieme alla sua famiglia composta da sorella, madre e nonna centenaria, si chiudono nella villetta a schiera, composta da tre piani e due giardinetti. Per difendere la famiglia l’avvocato romano Piccarozzi, attivista del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Tutto il procedimento è viziato. Intanto non ci sono i titoli esecutivi e questa è già una stranezza. Poi vorrei ricordare che il 21 giugno dello scorso anno, col Decreto del fare, è entrata in vigore la norma sull’impignorabilità della prima casa per cui si dovevano fermare. D’altronde è stata la stessa Equitalia con una nota i luglio 2013 a dare istruzione per l’interruzione dei procedimenti sulle prime case. Non si capisce quindi perché a Ravenna decidano di non rispettarla”.
È proprio andando in tribunale attraverso le opposizioni che Piccarozzi lo scorso 23 aprile, giorno previsto per la distribuzione delle somme ai creditori, è riuscito a far rinviare l’udienza al 23 settembre.

L’unica strada è quella di trovare un accordo tra Equitalia e l’assistito.