Fallimento

E' fallita la Coop Di Vittorio


Si contano 485 alloggi di proprietà non divisa a canone agevolato, in circa sette comuni del territorio. La sentenza del 29 dicembre, è stata sottoscritta dal presidente del tribunale Roberto Piscopo e dal giudice Pietro Rogato, il quale ha provveduto a nominare i curatori fallimentari Paolo Capretti e Luciano Ragone, i quali si occuperanno delle richieste dei creditori.

La Cooperativa aveva dei debiti per oltre 65 milioni di euro

La cooperativa ha dei debiti che vanno oltre 65 milioni di euro, con alcuni creditori che sono partiti con procedure esecutive per un milione e 700 mila euro. L’istanza di fallimento era stata presentata dalla Procura di Parma. I magistrati hanno letto la relazione del commissario giudiziale Paolo Capretti nella quale, circa la Polis spa (che ricordiamo essere una delle controllate al 100% della Di Vittorio), si parlava di un'ipotesi di 19 milioni di falso in bilancio, come già detto.
Intanto dopo la decisione del tribunale sono arrivate le reazioni dei politici. Hanno preso una posizione gli amministratori di tutti i Comuni coinvolti attraverso una lettera con la quale spiegano che il fallimento ha interessato la cooperativa Di Vittorio, vedendo impegnati i sindaci nel proseguire, in modo determinato, la strada delle azioni possibili per tutelare sia i Comuni che amministriamo, sia i cittadini assegnatari di un alloggio di proprietà non divisibile che coloro che hanno investito i risparmi.
In questo momento delicato, c'è bisogno di analizzare in via approfondita la sentenza, i suoi risvolti e confrontarsi con i curatori nominati dal tribunale per capire che azioni bisognerà intraprendere, cercando anche una collaborazione. Bisogna poi completare le verifiche sulle convenzioni e obblighi aziendali, guardando bene alla proprietà indivisa. Il punto di garanzia assoluta, sia in caso di subentro nella gestione da parte dei Comuni, sia nel caso di esercizio provvisorio da parte della procedura, riguarda i soci a cui è stato assegnato un alloggio di proprietà indivisa, dove il diritto alla casa non verrà, però, messo in discussione, essendo previsto dalle convenzioni e dalla legge 865 del '71.

Tra le varie possibilità potrebbe esserci l'ipotesi della risoluzione della convenzione, proposta dai curatori, per la quale i Comuni subentrerebbero alla cooperativa nella gestione del patrimonio della proprietà indivisa (485 alloggi spalmati nei nostri territori) andandosi ad assumere solo gli oneri dei mutui attualmente attivi e relativi alla costruzione e/o ristrutturazione degli alloggi che sono stati posti ad edilizia residenziale in convenzione, pur dovendo fare i conti con le regole di finanza pubblica e del Patto di Stabilità. Secondo quanto già specificato, non si vuole far fronte ad obblighi della Di Vittorio per le quali i fondi sono destinati.

Il Fallimento della Di Vittorio

Essendo il fallimento della Di Vittorio una vicenda che riguarda gran parte del territorio provinciale e tantissimi cittadini, è importante impegnarsi con i maggiori livelli istituzionali superiori, partendo da quello regionale, parlamentare e governativo, sui quali tavoli saranno portate le eccezionalità della situazione, la definizione dei poteri reali di intervenire con i Comuni che dovranno misurarsi con il Patto di Stabilità e il problema dei soci prestatori.

Gamabarini, capogruppo a Fidenza di Forza Italia chiede di convocare un consiglio monotematico e riflette sul fatto che il tribunale di Parma abbia rifiutato la richiesta di concordato dichiarando il fallimento della cooperativa Di Vittorio e della Polis Spa. I timori sono divenuti reali. Non bisogna dimenticare i risparmiatori e gli abitanti della proprietà indivisa. Sono milioni di euro. Il Consiglio Comunale deve essere convocato, bisogna dare risposte a chi ha affidato i propri risparmi all'azienda e alla città. Massari, sindaco, deve parlare, così come gli altri.  Nel cda della Di Vittorio ci sono esponenti del centrosinistra, proprio per questo l'amministarzione della medesima bandiera deve rispondere. La commistione creatasi deve essere distrutta.  La stessa Fidenza sostiene di aver presentato domande alle quali non ha avuto risposta. L'opposizione viene accusata di speculazioni. Capretti parla di presenza di capacità e ha fatto addirittura un esposto in procura. Ma per arrivare ad un fallimento non è cosa di un giorno, ma il frutto di continue scelte sbagliate provenienti dal passato.

Le responsabilità devono essere accertate

Le responsabilità vanno ricercate ed accertate, in quanto non possono essere i cittadini i soli a pagare. Le cooperative per emergenze abitativesono nate per soddisfare le esigenze di chi ci deve abitare. Non certo per invadere settori che lasciano fuori dai loro scopi originari la possibilità di aprire poliambulatori, bar, luoghi di ristorazione.