Legge Fallimentare

Crisi d’impresa, cos’è la composizione negoziata e perché è un’opportunità importante


Qui di seguito cercheremo di spiegare in maniera più dettagliata possibile, senza addentrarci troppo in tecnicismi e restando nell'ambito della crisi impresa, in che cosa consiste la composizione negoziata e perché risulta possibile inquadrarla come un’opportunità che può diventare importante. Si è da poco conclusa quella che possiamo definire come la prima tappa della riforma che è destinata a cambiare la crisi di impresa, fattore che potrebbe arrivare a rappresenta una opportunità importante per gli imprenditori interessati, per poter gestire al meglio anche quelle che sono le crisi prodotte dalla perdurante pandemia. Cominciamo a parlare di quello che è il primo passo che riguarda proprio questo tipo di composizione della crisi.

Le tappe della crisi d'impresa L'attuale riforma della crisi d'impresa andrà a snodarsi in un percorso a tappe che dovrebbe durare due anni, secondo quanto stabilito dal decreto del 5 agosto dove è stato pubblicato il calendario dell'entrata in vigore di ogni misura. Proprio in questi ultimi giorni è andato a concludersi quella che è la prima fase della composizione negoziata della crisi. Come annunciato dovrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta nei percorsi di risanamento. Non sono previsti limiti riguardanti le dimensioni, potranno avervi accesso anche aziende di dimensioni ridotte. Precisiamo che si tratta di un percorso extragiudiziale di tipo volontario dove l'imprenditore decide di praticare questo procedimento, mantenendo do fatto la gestione Imprenditoriale, insieme a un esperto indipendente chiamato ad aiutare l’imprenditore a identificare possibili soluzioni.

Quindi, precisato ce la procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi impresa è di tipo assolutamente volontario ed extragiudiziale, possiamo vedere come questa si apra con quella che è l’istanza dell’imprenditore agricolo o commerciale che, al momento, si trovi in uno stato di squilibrio finanziario, economico o patrimoniale tale da rendere possibile il verificarsi di uno stato di crisi o d'insolvenza. Per valutare al meglio la sua posizione di squilibrio, l'imprenditore interessato, può iniziare questo genere di procedura, può infatti effettuare il testi di autovalutazione che si trova nelle pagine online dedicate del sito appositamente creato dalle Camere di Commercio. Dopo che avrà fatto il test, valutando la situazione finanziaria, economica e patrimoniale, l’imprenditore può quini prendere le sue decisioni.

I due possibili percorsi Sono due i percorsi possibili praticabili, dopo aver effettuato il test di autovalutazione, che si parano davanti all'imprenditore. Due strade che portano, attraverso sviluppi diversi alla stessa meta, Di fatto, per poter regolarmente risolvere la propria crisi impresa l'imprenditore può di fatto decidere di non ricorrere all'utilizzo della procedura di composizione negoziata, oppure, in alternativa può decidere di utilizzare la procedura di composizione negoziata. Se dovesse decidere di ricorrere alla prima opzione, si troverebbe naturalmente ad avere a sua completa disposizione tutti quelli che sono gli strumenti previsti dall'attuale normativa regolante la gestione della crisi, come ad esempio: l'accordo di ristrutturazione dei debiti, il concordato preventivo, il fallimento e via dicendo...

Andiamo ora a vedere il secondo caso cioè dove l’imprenditore, dopo aver effettuato il test di autovalutazione che si trova online nelle pagine appositamente create dalla Camera di Commercio, sceglie utilizzare la procedura di composizione programmata. In questa seconda ipotesi, per prima cosa, si procedere con la nomina dell’esperto indipendente già menzionato. L'esperto viene scelto tra quelli presenti nell’elenco della Camera di Commercio. In questo elenco compaiono figure professionali come quelle di avvocati, consulenti del lavoro o dottori commercialisti. Per poter essere regolarmente inserite in questa lista ogni soggetto deve risultare iscritto da almeno cinque anni al proprio albo di appartenenza e deve essere in possesso di esperienza in ristrutturazioni aziendali,

La nomina dell'esperto La figura dell'esperto indipendente chiamato a supportare l'imprenditore a identificare possibili soluzioni nella sua crisi d'impresa secondo la procedura di composizione negoziata è regolamentata secondo quanto disposto dall’articolo 5, al suo comma 1 del decreto numero 118 risalente al 2021 nella data del 5 agosto che andiamo a vedere in dettaglio. Secondo questo decreto l’istanza di nomina dell’esperto indipendente deve essere presentata tramite l'apposita piattaforma telematica, la domanda deve quindi essere inoltrata online, inoltre, stando all’articolo 3 deve essere presentata tramite la dovuta compilazione di un modello, dove è reso disponibile, che contenga tutte quelle che sono le informazioni utili ai fini della nomina stessa e, in particolar modo, per lo svolgimento dell’incarico da parte dell’esperto nominato.

La nomina dell’esperto indipendente avviene entro due giorni lavorativi. Il segretario generale della Camera di Commercio è chiamato di fatto a trasmettere quella che è l’istanza all'apposita commissione istituita presso la stessa Camera di Commercio. Dopo la dovuta trasmissione dell'istanza, nel limite previsto dalla legge di cinque giorni feriali, deve avvenire la nomina. L'esperto nominato per risolvere la crisi impresa con la procedura di composizione negoziata può quindi decidere di accettare o di rifiutare l'incarico. Se l'incarico non dovesse essere accettato da questo esperto si ripete tutta la procedura di nomina per individuare un nuovo esperto. Bisogna inoltre specificare non può essere possibile, per nessun esperto, occuparsi allo stesso tempo di due incarichi.

Le prospettive di risanamento L'esperto, per prima cosa, dopo che ha ufficialmente accettato il suo incarico, deve valutare quali siano tutte le possibili prospettive di risanamento che possono essere messe in pratica per risolvere la crisi di impresa in questione tramite la cosiddetta procedura di composizione programmata. Se l'imprenditore interessato non ha ancora svolto il test di autovalutazione, questo potrà essere praticato dall'esperto per svolgere una prima verifica sulle effettive perseguibilità del risanamento. Nel caso in cui il già menzionato test di valutazione fosse già stato svolto dall'imprenditore interessato, l’esperto indipendente può a sua volta decidere di verificarlo, con lo scopo di riuscire ad avere un quadro più dettagliato della crisi di impresa chiamato a risolvere.

La fine della crisi impresa Se le prospettive riguardanti il possibile superamento della crisi possono essere considerate come concrete, l’esperto, può provvedere ad esaminare il piano di risanamento realizzato dall’imprenditore. A questo punto l'esperto indipendente si occupa di redigere un'ultima relazione che dovrà essere inserita nella piattaforma ufficiale, relazione che dovrà essere comunicata anche all’imprenditore. Diventa così possibile terminare il tutto con una una convenzione di moratoria, ossia con un tipo di contratto con uno o più creditori che garantisca la continuità dell'azienda in crisi per almeno altri 2 anni, oppure, in alternativa, si potrà stipulare un preciso accordo in grado di produrre tutti gli effetti di un piano di risanamento tra l' imprenditore, i creditori presenti e la figura dell'esperto indipendente.


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