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Crescono ancora le aste immobiliari: gli ultimi dati Sogeea


Dopo aver riscontrato una flessione a inizio anno, il numero delle aste immobiliari giudiziarie è tornato a crescere, con le procedure in corso salite a quota 30.215, il 5,4 per cento in più rispetto a gennaio, quando invece si era registrata una flessione del 6,7 per cento. Ad affermarlo è l'ultimo report condotto dal centro studi Sogeea, secondo cui vi sarebbe stata una vera e propria impennata nel numero di operazioni riscontrate nel Sud Italia, con un balzo di ben 44 punti percentuali rispetto al periodo di confronto precedente. Nello stesso report, Sogeea sottolinea inoltre come sia stimabile in 4,8 miliardi di euro il valore delle operazioni complessive, e di come tale importo circa 340 milioni di euro sia stato riconducibile alla "nuova" imposta di registro.

"Vince" il Sud

Per quanto concerne invece l'andamento territoriale delle procedure di asta immobiliare, a "vincere" (il virgolettato è d'obbligo, trattandosi di una ben poco meritevole classifica) è il Sud, con il Mezzogiorno d'Italia che pertanto corre il rischio di rappresentare il punto più "pericolante" del comparto. Dal report Sogeea emerge infatti la fotografia di un territorio che ha una grande difficoltà ad uscire dalla parte più dura e difficile della crisi, contrariamente a quanto invece sta avvenendo al Nord, che sotto questo profilo di analisi sembra essere in buona risalita.

In particolare, nel Sud Italia la stagnazione sembra riguardare ampiamente anche la prima casa, colpendo le fasce più deboli: il 66 per cento delle case che finiscono in un'asta ha un valore di vendita inferiore ai 100 mila euro, e ben l'89 per cento ne ha uno inferiore ai 200 mila. Quanto basta per poter immaginare che le proprietà immobiliari in questione possano essere case non certo di flusso e di particolare pregio, che finiranno presumibilmente con il deprezzarsi in misura considerevole nelle prime due o tre aste che attraverseranno deserte.

Un'analisi regionale

Per quanto concerne un'analisi ancora più in profondità, emerge come la regione che ha il maggior numero di immobili all'asta sia la Lombardia (6.090 unità), unica principale area in controtendenza nel Nord Italia, con un incremento del 12,5 per cento sul dato che era stato rilevato a inizio anno. Dietro la Lombardia, come maggiore rappresentatività, troviamo il Lazio con 2.957 unità immobiliari, in rialzo del 28,6 per cento, e la Sicilia, con 2.842 unità immobiliari e un balzo in avanti del 44,2 per cento. Ulteriormente, scorrendo sempre la classifica, troviamo il Piemonte con 2.536 unità immobiliari e un calo del 7,4 per cento rispetto al periodo di confronto immediatamente precedente, e il Veneto, che in un semestre ha quasi dimezzato il numero di unità immobiliari presenti sul mercato (2.411, - 44,5 per cento). A seguire, la Toscana con 2.321 unità immobiliari, in rialzo del 35,5 per cento rispetto a gennaio, la Campania con 1.965 unità e un aumento del 55,1 per cento, la Puglia con 1.606 unità e un incremento del 77,6 per cento e infine la Calabria con 1.251 unità e una crescita del 64,6 per cento.