Concordato Preventivo

Coronavirus e no-food, 'Scarpe&Scarpe' chiede concordato


Il Coronavirus come uno tsunami sul 'no food' made in Italy. La gravissima situazione di emergenza sanitaria nazionale e internazionale ha infatti messo in ginocchio tutta la distribuzione commerciale italiana, con particolare riferimento al comparto extra alimentare, di cui fa parte anche Scarpe&Scarpe, società con più di 150 punti vendita in tutta Italia. L'azienda, che opera nei settori calzature, pelletteria e abbigliamento sportivo, ha presentato il 4 aprile istanza di concordato preventivo presso la sezione fallimentare del Tribunale di Torino. A rischio c'è il futuro di 1800 i dipendenti, di cui circa 400 in Piemonte. I lavoratori, ad oggi, hanno ricevuto solo il 60 % della retribuzione del mese di febbraio 2020 e sono in attesa di percepire il saldo e i giorni lavorati a marzo. L'impresa del calzaturieto già dalla fine del mese di febbraio, per via dell'epidemia, ha registrato flessioni negli accessi dei punti vendita con un calo delle vendite, si legge in una nota della proprietà, vicino all’80%. La chiusura dei 154 negozi Scarpe&Scarpe in tutta Italia a partire dall’8 marzo, e pertanto l’azzeramento degli ingressi da parte dei clienti, prosegue la nota, ha inevitabilmente portato ad un conseguente azzeramento del fatturato e dei flussi di cassa. "La pandemia non ha innescato un calo dei consumi, bensì un vero e proprio crollo delle vendite che ha colpito in maniera generalizzata il 'non alimentare', il più colpito dalla crisi. All'interno di questi - spiega Alessandra Miriello, Chief Financial Officer del Gruppo - i settori calzature, abbigliamento e accessori sono i più penalizzati, e sono quelli in cui opera la nostra azienda che, in forza delle misure governative volte a contenere la crisi epidemiologica da Covid-19, ha sospeto l'attività e chiuso tutti i 154 punti vendita. In considerazione dello scenario, e del perdurare della gravità dell’emergenza, è sorta la necessità di mettere in sicurezza l’azienda con l’unico scopo di progettare un piano di rilancio industriale al fine di garantire la prosecuzione dell’attività e le prospettive di lavoro". A tale proposito è stata presentata istanza di concordato in bianco: "Stiamo già lavorando con un team di consulenti e professionisti al fine di presentare un piano industriale e finanziario che consenta di salvaguardare la continuità aziendale nell’interesse dei creditori e delle maestranze impiegate. «Lungo il nostro cammino imprenditoriale abbiamo affrontato numerose sfide. Siamo fiduciosi che potremo uscire da questa crisi e siamo certi che con la collaborazione con le parti sociali, gli istituti di credito e i nostri fornitori, potremo ridare un nuovo impulso e una nuova ripartenza all’attività".


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