Aste Immobiliari

Conferenza sindaci in Sicilia: espropriazioni vanno controllate


Si è parlato molto di politiche dell’agricoltura fondate sulla terra e sul cibo quale elemento discriminante e fondamentale dell’economia della regione siciliana.

In questa parentesi si è parlato anche dell’approvazione da parte del Governo del ddl che non consente la pignorabilità della prima casa e degli strumenti necessari per esercitare attività agricole, artigianali, o professionali.

In questo modo i sindaci hanno chiesto la sospensione di beni che appartengono agli imprenditori in fallimento, per circa 6 mesi. Il lasso di tempo andrebbe a consentire l’entrata in vigore delle norme che vadano ad evitare che i rappresentanti o prestanome della criminalità organizzata possano acquisire beni, andando a tutelare sia i proprietari che l’economia.

Uno dei problemi principali è sicuramente il fatto che i tribunali non hanno ancora messo in conto misure volte al controllo dei compratori, i quali continuano a fare man bassa dei beni a favore della criminalità. Il coordinatore Pietro Gurrieri, della Conferenza dei sindaci, ha dunque presentato un ddl che va a proporre l’applicazione di requisiti previsti per i contatti pubblici relativi alle aste immobiliari. Con l’art. 38 dei contratti pubblici vengono richiesti determinati requisiti di carattere pubblico e morale alle imprese di chi partecipa. Requisiti che vanno non solo posseduti ma anche dichiarati.

I requisiti sarebbero presi in totale da tali tipologie contrattuali e trasferite nel Ddl. Sarebbero previsti altri requisiti, come l’impedimento alla partecipazione per persone condannate con vari reati, come l’evasione e l’usura. Il sistema, in ogni caso, verrà curato da un supporto informatico, definito casellario informatico, che verrà messo a disposizione delle procure, dei tribunali e delle prefetture. Tutto ciò andrà a supportare le persone condannate per i reati anzidetti in modo da assicurare uno svolgimento corretto delle aste immobiliari.  

Quanto previsto è necessario, secondo il coordinatore Gurrieri, perché di recente si è rilevato come alcuni professionisti, riuniti in cartelli, vadano a svalutare il prezzo del bene fino a farlo scendere irrimediabilmente. In questo modo l’assegnazione diventa facile, attraverso la rotazione. Una misura aggiuntiva che è stata ideata è quella di costringere l’acquirente del bene immobile a trattenere il bene per un periodo di 5 anni. Ciò consentirebbe la cessazione del fenomeno dei prestanome.