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Cepu e Gaia sotto la lama del fallimento


Si sta attendendo la decisione del tribunale fallimentare di Lucca. Tuttavia, c'è chi vuole chiudere la questione senza aspettare. Si tratta di restituire al Comune di Cutigliano, della zona di Pistoia, una quota del debito che la società Gaia possiede avverso le amministrazioni comunicali che si occupano di gestire il servizio idrico integrato.

Il punto di vista di Nicola Lattanzi, presidente di Gaia, chiamato ad intervenire dal Comune di Cutigliano

Il Comune di Cutigliano è piccolo e conta 1.500 abitanti. Riuscire ad avere un credito di circa 700.000 euro nei confronti di Gaia, significa avere un grosso debito, che crea non molti problemi a livelo di bilanci pubblici.
L'amministrazione ha, quindi, deciso di scendere sul campo di battaglia e quindi, con a capo il sindaco Tommaso Braccesi, ha aperto la sua battaglia con la società.
Ha presentato, dunque, diversi decreti ingiuntivi per il recupero delle somme parziali. Poi ha presentato un'istanza di fallimento nei confronti di Gaia. Di questa si sarebbe dovuto parlare in tribunale il 29 settembre.

L'udienza, tuttavia, è stata rinviata di circa un mese, ovvero al 27 ottobre. Il rinvio, attualmente, potrebbe portare le parti a distendersi. Questo è quanto ha lasciato sicuramente capire il presidente di Gaia, Nicola Lattanzi, chiamato a riferire sul caso Cutigliano che sta dando non pochi problemi.
La Gaia ha aperto una trattativa per la creazione di un grande finanziamento proveniente dalle banche. Ma il fatto che ci sia in corso un grande fallimento, non rende più semplici le cose.

Lattanzi ha spiegato che in data 29 si era pronti a discutere. Non c'è stato alcun appello verso il fatto che Gaia si occupi di un servizio pubblico non fallibile. Si è stati conviti che il credito che la Cutigliano vanta nei confronti della società non possa essere esigibile nei tempi che sono stati richiesti e, quindi, la disponibilità delle risorse non è fruttuosa, ma tuttavia si p deciso di non fermarsi.
L'udienza sarebbe stata rinviata anche a causa dell'intervento dell’Autorità idrica Toscana, nonché del sindaco di Cutigliano purché ci fosse il tempo di prendere in considerazione una soluzione tecnica diversa: se si perverrà, dunque, ad un accordo, ed in base a ciò verranno prese in considerazioni le posizione del Comune, l’istanza sarà sottoposta a ritiro e vi sarà il decaidmento dal procedimento. Al contrario si andrà avanti.

Un'altra Big Company sta fallendo: la Cepu

Il destino della Cepu è, ormai, triste. L'istituto che era esperto di assistenza agli studenti per gli esami dell'università è in crisi. I legali hanno discusso l'istanza di concordato preventivo presentata al Tribunale fallimentare di Roma. Cepu fa parte dell'istituto Grandi Scuole che si occupa del recupero degli esami scolastici. Stando alle voci che corrono, tuttavia, non vi sarebbero le basi per omologare il concordato presentato, e dunque, il futuro possibile è quello dell'amministrazione controllata o del fallimento.
Si dovrà, provvedere a ripartire con una newco più leggera. Si tratta di un momento difficile per i dipendenti che solo il mese scorso avevano deciso di accettare, al fine di scansare la procedura di licenziamento collettivo, il contratto di solidarietà che prevedeva delle condizioni particolarmente dure, ad esempio, lo stipendio sarebbe stato ridotto del 40%.

Nella zona della Valtiberina, Cepu ha 82 dipendenti ma per quanto concerne la struttura sussiste un numero superiore di dipendenti, selezionati attraverso dei contratti atipici per i quali, le tutele sono inesistenti.
Marusca Gaggi del Nidil Cgil ha spiegato che la preoccupazione si ha non solo per i lavoratori diretti, ma anche per quelli che saranno inseriti un domani a progetto o atipici. Il numero non può essere quantificato di preciso, ma è sicuramente molto alto. Supera sicuramente quello che si pensava prima che entrasse la Cepu. I guai non terminano. Durante il periodo in cui si stanno attendendo novità da parte del Tribunale, il p.m. Mario Palazzi ha messo i sigilli ai conti della «Corsi editati schede dispense Srl» (Cesd) la società che comprende al suo interno Cepu, e-Campus, Grandi scuole, Accademia del Volo Cepu, Scuola Radio Elettra. Il procuratore romano ha accusato l’ad di Cesd Franco Bernasconi di essere un evasore fiscale e tale danno sarebbe pari +a un totale di 3 milioni di euro per Iva non pagata.
Negli ultimi tempi la società avrebbe contratto dei debiti con lo Stato, con  gli istituti di previdenza per crediti non versati e con i fornitori. Non c'è più il benessere che si aveva ai tempi d'oro. Cepu nacque più di 20 anni fa dall’imprenditore Francesco Polidori di Città di Castello, il quale creò un impero con più di 120 sedi in Italia e all'estero.