Aste Immobiliari

Aste immobiliari, nessun controllo giudiziario


L'incanto di case e immobili, provenienti da fallimenti di privati o imprese, in un periodo di forte crisi, è in continua ascesa e in modo esponenziale. Tuttavia rimane un settore ancora non coperto dal nostro sistema giudiziario.

Investimenti nelle aste immobiliari

Per tutti coloro che possiedono qualche soldo da poter investire la migliore soluzione sono le aste immobiliari.
Il numero delle aste sono davvero numerose, basti pensare che ogni anno è possibile contarne circa 50mila all'anno, per un giro d'affari inestimabile.
Il mercato dell'incanto delle case e degli immobili, il fallimento di privati o di imprese è la soluzione ideale in questo periodi di crisi e  in continua ascesa dal 2010.
Un settore in cui sono molti a potersi avvicinare: persone molto desiderose di voler comprare immobili decisamente scontati, o molte persone che hanno ingenti  quantità di denaro e desiderano spenderli per avere maggiore tenute e case.
“Le aste giudiziarie sono  un mercato in continua evoluzione, come ha dichiarato il giudice antimafia Gianfranco Donadi. Stiamo parlando di una zona grigia in cui sono incastonati elevati quantità di denaro e non c'è nessuno che sia in grado di poter controllare chi effettua gli acquisti".

Controlli sulle vendite delle aste immobiliari

La possibile soluzione potrebbe essere quella che prevede ogni anno una vendita all'incanto pari a 50 mila immobili (gli ultimi dati che sono stati resi noti sono dei primi semestri del 2012, nel periodo in cui in sei mesi, le vendite dettate dal giudice, sono state pari a 22.895, contro le 38.814 del 2011) dei tagli netti e varie, dai noti bilocali di periferia, ai capannoni industriali fino ad arrivare ad palazzi di lusso.
Il sistema prevede la seguente funzione: dopo un fallimento, di un privato o di qualsiasi impresa o quel che possa essere, i propri beni possono essere posti all'incanto, così da poter utilizzare il ricavato della vendita in merito al saldo dei debiti del fallito.
L'asta potrebbe essere chiusa non soltanto dal tribunale, ma anche dagli avvocati, notai, commercialisti, o anche case d'asta dedicate.
In linea teorica solo il debitore non può accedervi, le aste sono pubbliche e secondo la legge devono essere rese note su giornali e siti specializzati, e tutti sono in grado di presentare una possibile offerta.
I banditori hanno il compito di eseguire le verifiche per attestare che tutti gli offerenti possano avere le giuste credenziali e se qualcosa non rientra nelle normali condizioni, questi devono inviare la  segnalazione di transazione sospetta alla Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia
Questa è la prassi teorica poi però in pratica il risultato è un altro: la regolarità e legalità sono colpite da tre falle del sistema.
Una di queste consta della struttura in cui sono costituite le banche dati dei tribunali.
O meglio, ogni asta deve essere registrata dal tribunale di competenza ma ogni tribunale non pubblica i dati, li tiene nascosti, in un regime di alcune a comunicazione e di messa in comune di forze e informazioni.
Così facendo i singoli tribunali e le cancellerie che non comunicano tra di loro fanno si che non siano presenti banche dati che si possono interfacciare.
Il problema sta nel fatto che nessuno è in grado di sapere chi, cosa, e quanto si compra e vende.