Aste Immobiliari

Aste immobiliari: la pericolosità  di una zona grigia


Grazie alla crisi il mercato delle aste immobiliari è appetibile per molti, soprattutto per chi ha molta liquidità. Tuttavia, esse, rappresentano sempre una zona grigia dove si infilano capitali ingenti senza alcun controllo.

Ogni anno vengono venduti circa 50 mila immobili dai tagli più svariati: dai bilocali, ai capannoni industriali, a palazzine.

Sappiamo bene come funziona il sistema: dopo un fallimento i beni vengono messi all’incanto, il ricavato soddisferà i creditori del debitore fallito.

L’asta può essere bandita da molteplici soggetti, purché non siano il debitore, quindi avvocati, notai, commercialisti, casa d’aste e tribunale.

I banditori verificano la regolarità delle offerte, se essa non sussiste invieranno una segnalazione di transazione sospetta alla Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia.

La pratica però è ben diversa.

Prima di tutto parliamo delle banche dati dei tribunali, praticamente inesistenti. I tribunali tengono per sé i dati, non comunicando con le singole cancellerie. Il sistema è spesso obsoleto, cartaceo e non telematico. In questo modo i dati non possono essere coordinati e non si possono fare controlli incrociati tra chi vende e chi compra.

La crisi sta, dunque, diventando una grande occasione per l’economia criminale. I capitali riescono ad entrare, così, senza fatica.

C’è poi la norma sulle segnalazioni sospette che impone ai banditori d’asta di rilevare anomalie, infiltrazioni criminali, segnalandole all'Uif (Unità di informazione finanziaria) della Banca d'Italia. In realtà sono in pochi a farlo.

Stando ai numeri il sistema delle segnalazioni è molto basso, tanto che ci si chiede se esso fa acqua o ci sia un problema in chi vi partecipa.

Secondo gli esperti questo sistema funziona male. Vi sono soggetti a cui è stata estesa la normativa antiriciclaggio che sono scarsamente collaborativi. Le case d'asta, ad esempio, in genere non fanno segnalazioni.

Anche gli uffici della PA non fanno mai segnalazioni, così come i commercianti e i professionisti. Probabilmente c’è una minore abitudine ed anche il timore di eventuali ritorsioni. All’estero, tuttavia, la situazione non differisce troppo.

Infine, c’è il problema di chi riesce ad accede alle aste immobiliari. C’è uno sbarramento all’ingresso perché è necessario il 10% del valore dell'immobile in contante. Sono in pochi oggi a possedere tali somme.

Inoltre, bisognerebbe introdurre nuovi limiti, come quelli al ribasso, in modo che il bene venga acquisito dallo stato se il valore scende troppo, per ora vale la regola dell’offerta più alta.

Come si può ottenere questo? Affidando l’asta immobiliare a soggetti formati.