Aste Immobiliari

Aste immobiliari: gli interessi in conflitto


Quando si parla di vendita all’asta ci sono essenzialmente tre figure, con altrettanti interessi opposti diametralmente tra loro, che vanno prese in considerazione: l’acquirente, il debitore e il creditore.

E’ innegabile che comprare un immobile all’asta può essere una buona forma di investimento, grazie alla possibilità di ottenere uno sconto anche del 25% del valore dell’immobile, ma è opportuno seguire delle regole cautelative e valutare le condizioni dei beni all’asta.

Prima di tutto è fondamentale conoscere la storia dell’immobile all’asta: nella maggior parte dei casi esso proviene da fallimenti o mutui non saldati ed è quindi l’ente creditore, solitamente la banca, a richiederne la vendita.

Nel caso delle cartolarizzazioni invece gli immobili sono messi in vendita dagli enti pubblici: quando il prezzo è particolarmente basso l’immobile è probabilmente in cattivo stato.

Uno dei motivi che comporta spesso l’abbassamento dei prezzi è ad esempio la presenza di inquilini che, in maniera probabilmente abusiva, occupano l’immobile: diffidare di queste situazioni perché potrebbe essere problematico liberare l’appartamento.

Attualmente è inoltre in fase di sperimentazione la “vendita assistita” che ha l’obiettivo di tutelare i tre interessi che convergono in un’asta: quello del debitore, del creditore e dell’acquirente, puntando a vendere l’immobile al prezzo concordato tra i primi due.