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Aste giudiziarie: storie senza pietà


Pina e Paolo sono due persone realmente esistenti, amici del giornalista Cristofaro Sola che racconta su L’Opinione la loro odissea.

Il dramma nascosto dietro il volto della gente comune

Amanti del circo mediatico è ora di lasciar perdere i casi di cronaca nera, la politica di Renzi e guardarvi attorno, ascoltando il dramma nascosto dietro il volto della gente comune. Le persone semplici, quelle fatte di carne e di ossa, magari un vostro vicino, persone che vivono drammi dietro un totale ed anonimo silenzio.
Persone con un nome, un cognome, una vita dignitosa, che non passano alla tv, non fanno audience, non fanno voce, ma sono tra voi. Sono Pina e Paolo, vittime, come spiega il giornalista, di un'altra tragedia che nessuna trovata mediatica, nessun decreto, nessun atto politico ha potuto impedire.
La loro modesta abitazione è stata venduta all’asta giudiziaria a soli 30mila euro, cioè al quinto del suo effettivo valore di mercato. Un valore che dovrebbe fare inorridire e creare sgomento, paura e indignazione. Pina e Paolo potreste essere tutti voi. La nuova proprietaria ne prenderà presto possesso ma Pina e Paolo non si arrendono alla realtà. Non ce la fanno proprio a lasciare un luogo caro di vita, di ricordi, di emozioni, di sensazioni, il frutto del loro amore, dei loro sforzi. Hanno scelto una strada, perché non sanno dove andare, compire un gesto estremo, di quelli che in genere fanno parlare. Onde evitare all’ufficiale giudiziario l'ingresso si sono murati vivi all’interno dell’abitazione. Potete immaginare la disperazione di due persone comuni per arrivare a tanto? Viviamo in un tempo storico dove i valori del passato diventano volatili, dove si fa sempre meno di cose fondamentali ed in questo caso parliamo del diritto all'abitazione.
Pur di far posto al mondo vissuto abbiamo messo da parte la pietà. Siamo una società di pragmatici, dove si corre e spazio per la comprensione, per il rispetto, non c'è. Molti direbbero: i coniugi Iacono hanno contratto un debito ed è giusto che paghino. Non avendo soddisfatto il debito per tempo, l'espropriazione forzata dei beni diviene procedura consequenziale per soddisfare le ragioni creditorie. Se poi stiamo parlando della casa dove si è vissuto per tutta la vita, che volete che sia. Pensateci prima di contrarre debiti. Queste sono le conseguenze dell'inadempienza. Tutto giusto, corretto, sotto il profilo processuale. Ma facciamo un passo ulteriore. Perchè un bene che ha un determinato valore deve essere venduto ad un prezzo pressocchè misero? Questa legislazione sembra fare la fortuna di chi delinque. Si pensi alla mafia, agli usurai che hanno creato un vero e proprio business delle aste giudiziarie. Com'è possibile tutto questo?
Non vanno date solo delle notizie d'impatto mediatico, le vicende giudiziarie andrebbero ricostruite cercando di capire, con un po' di coscienza, quali sono stati i vari passaggi, quali le vicende giudiziarie che hanno condotto ad una aggiudicazione pari ad un quinto del valore reale di mercato del bene.

Una denuncia sul lato oscuro delle aste giudiziarie

Quante aste andate male ci sono state prima di arrivare ad un simile prezzo? Eppure tutto finisce nella legalità, come in tanti altri casi. Situazioni dovela legge si distacca della giustizia. Bisogna fare qualcosa per le famiglie che non sono più in grado di pagare i debiti, che sono vittime di una crisi, non certo desiderata. Non bisogna stare più dietro alle chiacchiere. Il Governo deve intervenire bloccando la speculazione che ha preso sempre più piede tra il dramma dei debitori e i diritti dei creditori, gli unici a guadagnar qualcosa.
Bisognerebbe adottare un provvedimento sulla base del quale gli immobili venduti all’incanto non possono essere venduti al di sotto del valore di base d’asta. Bisogna iniziare a ribellarsi a questo sistema che, in fondo, non fa felice nessuno, perché anche i guadagni dei creditori sono minimi a fronte di un tale deprezzamento.
Pina e Paolo, e tutte le persone nelle medesime condizioni non devono perdersi d'animo. Non devono provare vergogna. Sono altri a dover guardare nelle proprie coscienze. Soprattutto chi siede a Roma. No ai gesti definitivi e disperati, non faranno giustizia a nessuno. Bisogna avere il coraggio di credere e chiedere Giustizia.