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Asta della Pandolfini raggiunge risultati da record


Il 28 ottobre, a Firenze, si è tenuta un'asta formata da 34 lotti raccolti nell'arco di un anno intero dai singoli dipartimenti. Il totale aggiudicato è giunto ad una cifra da capogiro:14.064.000 euro diritti inclusi, il più alto risultato mai raggiunto in Italia in una sola i vendita all'asta.

La voce di Pietro De Bernardi

La percentuale di vendite per lotto è stata del 79,3% e l'asta ha raggiunto il 345% delle stime minime. “Ci siamo ripresi un record che ci apparteneva negli anni Settanta, quando incassammo più di quattro miliardi di vecchie lire con la vendita degli arredi provenienti dall'eredità Strozzi Sacrati” ha spiegato l'amministratore Pietro De Bernardi “ed abbiamo dimostrato che con il coraggio di investire, come abbiamo fatto noi, nell'internazionalizzazione del proprio business, l'imprenditoria italiana non è seconda a nessuno, tantomeno alle grandi società inglesi e americane”.
Cosa ha contribuito al fantastico risultato? Pare che si tratti di un vaso cinese della dinastia Qing (secolo XIX) in porcellana policroma con un fondo giallo che porta marchio Qianlong e che, aveva un prezzo base di 25.000-35.000 euro. L'oggetto in questione ha fatto si che partisse una lunga gara al rilancio per essere, infine, venduto online ad un collezionista cinese per 7.445.000 euro, un ottimo risultato per un lotto venduto all'asta in Italia. E' andata bene anche per un bronzo di Medardo Rosso che, iniziando a partire da una stima di 50.000-80.000 euro, ha raggiunto i 337.500 euro ad un collezionista europeo. Un'anticipazione delle attenzioni che l'artista riceverà l'anno prossimo con la mostra che Milano gli dedicherà alla Gam durante Expo.

Vignali, Tissot, Jucker, D'Alessandro e Spinelli

Tra i quadri presenti compare un'opera del fiorentino seicentesco Jacopo Vignali, “Il Ritrovamento di Mosè”, la quale è stata messa in vendita per 256.250 euro ad un collezionista inglese contro la stima di 120.000-150.000 euro, mentre l'opera “I Rivali” di James Tissot, artista francese dell'Ottocento il quale era molto conosciuto come ritrattista dell'alta società in Francia e Inghilterra, è stato venduto per 954.000 euro rispetto allo stimato 600.000-1.000.000 euro. Il risultato di “Bianco Nero” di Alberto Burri del 1952 ha raggiunto vette più basse, già nelle famose collezioni Jucker e d'Alessandro: il risultato finale di 857.000 euro non ha raggiunto la stima di 1-1,5 milioni di euro. Invenduti, invece, i dipinti di Giovan Battista Spinelli “David con la testa di Golia”, stimato 120.000-150.000 euro, e “Toletta di Venere” di Luigi Ademollo, stimato 70.000-90.000 euro.

Maioliche rinascimentali, coppe ed altri oggetti

Si piazzano bene anche le maioliche rinascimentali, a cui è stata dedicata un'asta nel pomeriggio che ha raggiunto 2.834.625 euro; la percentuale è stata dell'82,3% e l'asta ha raggiunto il 190% delle stime minime. Il massimo raggiunto è stato quello di una coppa lustrata da Mastro Giorgio a Gubbio nel 1526 venduta per 430.000 euro da una stima di 120.000-180.000, ha segnato il record assoluto per la maiolica rinascimentale. Diversi altri oggetti hanno segnato risultati a sei cifre: un piatto della bottega faentina di Pietro Bergantini del 1525 circa è stato venduto per 301.900 euro; un altro piatto del più noto maiolicaro italiano, Francesco Xante Avelli da Rovigo, dipinto ad Urbino nel 1528/29, è passato di mano per 186.000 euro.

Le dichiarazioni di De Bernardi

De Bernardi ha così spiegato: “Gli ultimi anni sono stati all'insegna di una notevole crescita della società in relazione al fatturato ed a tutti gli altri indici utilizzati per verificare lo stato di salute di un'azienda. La crescita è iniziata nel 2000 e, pur essendo stata rallentata dalle vicende politiche ed economiche, nel 2013 ha portato un totale aggiudicato di 16.020.000 euro, +41,3% rispetto al 2012, grazie alla maggiore partecipazione straniera ma anche a quella di tanti collezionisti italiani. La strategia adoperata dalla casa d'aste Pandolfini è stata da un lato operare una selezione sempre più severa dei lotti, dall'altra aggiungere due sezioni, una a maggio e una a novembre, dedicate alle opere di antiquariato provenienti da proprietà uniche promosse attraverso campagne di marketing mirate”.
Nel 2013 si sono raggiunti ottimi risultati con i Dipinti antichi, del XIX secolo e degli oggetti d'arte; Argenti e gioielli hanno fornito un buon contributo, soprattutto grazie all'interesse dei clienti stranieri attratti dai brillanti e dalle pietre di colore.  E' andato bene anche il primo semestre del 2014, questi i guadagni e le percentuali: 8.050.000 euro con +10% sul 2013, ed un fatturato 1,7 milioni di euro in più.