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Assolto l'imprenditore che paga gli stipendi prima dell'Inps


È stato assolto l'amministratore delegato delle Acciaierie Badiesi, salito all'onore della cronaca per avere cercato di salvare la propria azienda, privilegiando il pagamento degli stipendi dei propri dipendenti, rispetto ai contributi previdenziali. E così, Tiziano Dorio, ex legale rappresentante delle Acciaierie Badiesi, ha potuto vedere la (buona) fine della sua vicenda giudiziaria, con il giudice che gli ha dato ragione, evitando lui conseguenze in seguito alla scelta se tenere in piedi l'azienda colpita dalla grave crisi economico finanziaria, oppure, pagare lo Stato e, nella fattispecie, i contributi di natura previdenziale.

Una ulteriore conferma giurisprudenziale

Sebbene non vi siano tanti casi giurisprudenziali passati su tale tema, è proprio lo stesso manager dell'azienda interessata a costituire il "caso studio" più evidente, essendo questa la terza assoluzione consecutiva per una simile accusa. L'imprenditore, infatti, in precedenza era stato assolto per aver scelto di salvare dalla crisi la propria azienda preferendo pagare ciò che era fondamentale per poter mandare avanti le attività imprenditoriali (come gli stipendi) piuttosto che l'Iva. Ebbene, come avvenuto in passato, anche in tale ipotesi il giudice ha dato ragione sul mancato pagamento dei contributi previdenziali, un versamento che l'amministratore delegato aveva sospeso per circa un anno, preferendo il pagamento dei dipendenti (per la cronaca, la società è poi comunque fallita).

Prima i dipendenti e poi lo Stato: è giusto?

Proprio per la sua deliberata decisione di preferire prima i pagamenti nei confronti dei dipendenti, e poi i versamenti nei confronti dello Stato, l'ex rappresentante legate è stato processato per ben tre volte. All'epoca dei fatti contestati, infatti, l'imprenditore aveva assunto la decisione di sospendere il proprio stipendio, azzerare il Tfr, non pagare l'imposta sul valore aggiunto, saltare il pagamento di alcuni contributi e, di contro, preferire il pagamento degli stipendi di tutti i lavoratori della sua azienda.

Ebbene, secondo l'accusa, l'ex rappresentante avrebbe evaso il pagamento dell'Iva, finendo però assolto. Nell'ultimo processo, sempre secondo l’accusa, l'imprenditore aveva cessato deliberatamente di pagare i contributi previdenziali. Ma anche in questo caso, il giudice ha scelto di assolvere Dorio, con una sentenza che, probabilmente, potrebbe costituire un buon presupposto per le future pronunce giurisprudenziali.

La sentenza è dunque, a suo modo, storico. Ed è, si noti, quanto mai legata al contesto attuale, con un periodo di profonda e prolungata crisi in cui all'imprenditore sono spesso demandate decisioni gravi, come quelle di sacrificare i pagamenti nei confronti dello Stato, o quelli nei confronti dei propri dipendenti. Contrariamente ad altri manager, l'ex rappresentante legale delle Acciaierie Badiesi ha scelto di provare a salvare la sua azienda decidendo di soddisfare prima i dipendenti e poi lo Stato. Un comportamento che, come era intuibile, non ha certamente risparmiato qualche grana giudiziaria all'imprenditore, ma che è stato a suo modo "premiato" dalle scelte del giudice del tribunale di Rovigo, che ha deciso di giudicare legittimo tale atteggiamento.