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Arrestato Rognoni: turbativa d'asta e truffa


Il suo nome era stato proposto dal governatore della Lombardia, Roberto Maroni, per coprire l’incarico di subcommissario per l’Expo2015 nonostante vi fossero già indagini a suo carico per l’appalto sulla cosiddetta ‘Piastra’ la piattaforma su cui sorgeranno i padiglioni per l’Esposizione universale.

Successivamente sulla nomina è caduto il silenzio. Nel frattempo l’ex direttore generale di “Infrastrutture Lombarde” e amministratore della partecipata “Costruzioni Autostrade Lombarde”, Antonio Giulio Rognoni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Milano su ordine del gip Andrea Ghinetti.

Con lui anche il capo dell’ufficio gare e appalti della società operativa “Infrastutture lombarde società per azioni” (Ilspa), Pierpaolo Perez.

I reati oggetto di contestazione sono associazione a delinquere, turbativa d’asta, truffa alla Regione e falso: appalti truccati, concessioni di consulenze senza gara, falsificazione di documenti tra il 2008 e il 2012. Inoltre, due appalti Expo sarebbero stati truccati.

Disposti gli arresti domiciliari, poi, per quattro avvocati, un dirigente della società regionale e un ingegnere sono stati disposti agli arresti domiciliari, nella medesima inchiesta coordinata dei pm milanesi Antonio D’Alessio, Paola Pirotta e Alfredo Robledo.

Tra gli altri arrestati sono LC, FM, MM, SDS, GR, SP. La Procura avrebbe trovato ben 68 capi di imputazione.

L’inchiesta viene fuori a seguito della denuncia di un imprenditore di Pieve Emanuele (Milano) che non era riuscito ad aggiudicarsi alcuni appalti.

All’interno dell’indagine ci sono affidamenti di incarichi esterni, consulenze legali e controlli conferiti in modo illecito.

Rognoni, aveva lasciato la carica di dg a seguiti dell’inchiesta sull’appalto relativo all’Expo 2015 e aspettava di lasciare la poltrona di Infrastrutture Lombarde. C’era già stata un’inchiesta a suo carico 5 anni fa, poi archiviata nel gennaio 2010, per lui ed altri. Anche qui erano stati ipotizzati reati di turbativa d’asta e concussione.

Intanto sia il Movimento 5 Stelle che il Pd lombardo chiedono il blocco di tutte le opere in via cautelativa, in mano a Infrastrutture Lombarde, nonché di fare chiarezza.

Queste, invece, le parole di Roberto Maroni”Ho appreso con stupore la notizia dell’arresto dell’ingegner Antonio Rognoni, l’ho conosciuto lo scorso anno da presidente della Regione e in questi mesi ne ho apprezzato la competenza in materia di infrastrutture. Mi auguro che sappia dimostrare la sua estraneità ai fatti nell’interesse della Regione Lombardia e delle società nelle quali ancora ricopriva importanti responsabilità”.