Aste Immobiliari

Ancora vendite in calo: le aste immobiliari sono in crisi


L’aumento dei pignoramenti ai privati e delle procedure fallimentari delle aziende, ha portato ad un aumento degli immobili che vanno all’asta.

Stando ai dati elaborati da Adusbef e Federconsumatori sulla base dei dati raccolti nei Tribunali alla data del 30 settembre 2012 e proiettati al 31 dicembre, risulta un incremento dei provvedimenti e pignoramenti.

Le esecuzioni immobiliari e i pignoramenti sono aumentati nel 2012 del 22,8%, dove 46mila famiglie furono costrette a lasciare la propria abitazione a causa del mancato pagamento del mutuo. 10.000 sono le case mandate all’asta negli ultimi 5 anni. Le aste crescono, i compratori scarseggiano, eppure si procede. Sappiamo come il numero degli immobili battuti all’asta sia cresciuto nel 2012 del 18%.

Ma perché le aste restano deserte? Sebbene i prezzi delle abitazioni siano dimezzati, il problema resta nel fatto che vi è una scarsa trasparenza o i compratori sono disinformati o impreparati. Ci sono, inoltre, diverse persone che pur possedendo capitale da investire, diffidano dell’immobile non venduto con le procedure convenzionali.

In questo modo, nel corso del tempo, le esecuzioni sono aumentate. Anni fa le aste erano ben frequentate e al secondo, terzo tentativo l’asta veniva chiusa. Oggigiorno non vi sono acquirenti, sebbene, di certo, l’interesse non manchi.

Quale sarebbe la ragione principale? Non ci sono soldi, manca la liquidità, le banche non fanno credito. Prima le aste prevedevano lotte a suon di rilanci, gli immobili venivano venduti a prezzi superiori del 30/40%. Oggi, non si riesce a vendere neanche con prezzi inferiori di meno della metà. L’interesse c’è sicuramente. Si naviga, si ricerca. Poi, però, bisogna fare i conti. I soldi terminano, nessuno acquista più. Non tanto perché i valori degli immobili siano fuori portata, ma perché sono i portafogli ad essere vuoti a causa della situazione fortemente drammatica che interessa tutto il paese.