Concordato Fallimentare

Amts di Benevento: concordato in continuità


Tale procedura giudiziale nasce al fine di evitare il fallimento, verso il quale la mala amministrazione degli ultimi anni ha diretto l'azienda; in particolar modo, c'è stata la scelta di creare un parcheggio coperto in Via Porta Rufina, che si è risolta dando il via ad una debitoria insostenibile per le magre finanze dell'Amts.

A questo punto si è arrivati quasi due anni dopo dell'avvio del procedimento per ottenere il concordato

Dopo le varie presentazioni di piani per il (parziale) soddisfacimento dei creditori e diversi rinvii per le pronucie in merito, il presidente della Fallimentare Michele Monteleone ha deciso, mercoledì 10 giugno e notificato ieri alle parti, per l'ammissione dell'Amts alla procedura, convocando l'assemblea dei creditori – la quale dovrà pronunciarsi in maniera decisiva in merito – per il 29 settembre. Monteleone ha confermato i commissari giudiziari i da lui già nominati, nel periodo precedente, Stafano Ambrosini, Giuseppe Bosco e Paolo Palummo.

La debitoria ha toccato i 5,6 milioni di euro, più di un terzo è quanto ancora era dovuto ai componenti dell'Associazione temporanea di imprese (ATI) per costruire il parcheggio su suolo comunale, ATI di cui inizialmente faceva parte anche l'Amts. Questi partner - con i rapporti regolati, in un secondo momento, da una scrittura privata fortemente contestata- sono diventati i creditori dell'Amts e quindi del suo proprietario, il Comune di Benevento.
Le contestazioni sono inserite in un processo civile, che va avanti dopo la consegna delle imprese all'Amts del parcheggio di Porta Rufina e il mancato pagamento di ciò che è stato stabilito dalla scrittura privata, processo vinto dalle imprese Ciardiello, Siciliano e Sepel, prima davanti al collegio arbitrale alla fine del 2012 e, poi in Corte d'Appello a Napoli.

C'è poi l'inchiesta del parcheggio di Porta Rufina

Gli indagati fuorno davvero tanti e la questione è stata molto seria. La vicenda penale, all'inizio, si è intrecciata nel Tribunale di Benevento, con tutte le battute relativa alla storia che proseguiva, invece, nella Sezione Fallimentare, il sostituirsi dei piani di rientro dal debito (negli ultimi venti mesi) e il proseguire dei sequestri di documenti ordinati dalla Procura, poteva astrattamente far nascere qualche dubbio.

Di quale dubbio si sta trattando?

Che, che relativamente alla totale situazione tanto fragile per l'Amts (e tanto delicata: è in gioco la sopravvivenza del funzionamento di un servizio pubblico essenziale qual è quello garantito dagli autobus urbani, a parte i posti di lavoro dei dipendenti), la Procura avesse atteso tutto questo tempo (siamo quasi a due anni e mezzo dall'emersione dell'inchiesta) per non interferire sul faticoso raggiungimento di una composizione concordata della lite in sede fallimentare.
Ciò qualora avessero ravvisato ipotesi di reato e non in mancanza, avendo dovuto chiedere l'archiviazione del procedimento.
Noi possiamo credere che la Procura della Repubblica non si sia fatta in qualsiasi maniera bloccare dall'altra e distinta vicenda giudiziaria. Soprattutto se erano state ravvisate nel frattempo congrue ipotesi di reità: altro che aspettare! Ci sarebbe dovuto essere un subitaneo intervento.

Vogliamo pensare, invece, che il lunghissimo lasso di tempo trascorso senza che niente ci sia stato, dopo quei sequestri di documenti e le presumibili conseguenti audizioni, sia dipeso solo dalla eccessiva mole di lavoro cui tutti i magistrati di Procura devono affrontare. Adesso, però, sono passati due anni e mezzo dalle indagini. Si crede che sia arrivata l'ora di poter chiedere delucidazioni in merito.
Sono tarscorsi 20 mesi perché i magistrati della Fallimentare si andassero a pronunciare sull'ammissibilità del concordato in continuità, con la promessa di pagare circa i trequarti di quanto dovuto ai creditori : l'ultima parola tocca appunto a loro.

La dichiarazione dei contribuenti, cittadini del Comune di Benevento

Le parole die contribuenti beneventani sono attualmente ricche di amarezza: “Noi contribuenti beneventani invece siamo solo quelli costretti a pagare il grave debito prodotto dalle gestioni dell'Amts-Comune di Benevento. Ed è proprio per questo, dato che, se i creditori il 29 settembre vorranno, a noi cittadini-debitori occherà pagare l'alto prezzo, che crediamo sia proprio il minimo sapere se questo salasso sia stato frutto “solo” di un'evidente - ma non illecita - cattiva amministrazione (da qui la richiesta di archiviazione del procedimento penale) o se invece a tanto si sia giunti per la possibile commissione di reati eventualmente, da accertare in un processo a carico dei presunti responsabili. Non perché, in tale ultimo caso, il prezzo per la cittadinanza sia meno oneroso, ma perché chi ce l'abbia fatto pagare non trovi un domani terrificanti emuli.”