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All’asta il mito di Maria Callas


Il mito è tale perché permane nella sua aura di fascino e mistero negli anni, sopravvivendo alla storia e ai cambiamenti sociali. Impossibile quindi non inserire in questo ambito, fatto di realtà e leggenda, un personaggio come quello di Maria Callas, chiamata non a caso Divina, Diva o Dea dai suoi estimatori. Lo spunto per parlare di una figura iconica come quella della cantante lirica ci viene da un'asta destinata a far molto scalpore, organizzata a Vercelli lo scorso 25 aprile, che ha messo a disposizione dei collezionisti di tutto il mondo memorabilia, scritti e fotografie inedite della Callas o appartenuti a lei stessa, conservati con cura dai modenesi Marco Galletti e Ilario Tamassia. Non sappiamo esattamente la motivazione che ha portato i curatori di questo immenso e interessante archivio a voler condividere il proprio matrimonio, ma si tratta di uno degli eventi più significativi per le aste nazionali del 2024. Tuffiamoci nell'universo di una cantante dalle mille sfaccettature, apprendendo di più sui suoi rapporti sociali e sul suo modo di comunicare con il mondo, in una dimensione più intima e personale rispetto a quella a cui siamo abituati a vederla, nella sua veste di diva da palcoscenico e padrona della scenografia.

Addentriamoci nell'archivio modenese dedicato a Maria Callas: quali memorabilia saranno battuti all'asta?

Non un semplice bigliettino scritto con la penna rossa, ma un appunto autografo contenuto nello spartito della Zelmira di Rossini, che riporta immediatamente in una dimensione teatrale di primo piano, collocabile alla metà del secolo scorso. Ancora, un telegramma inviato direttamente da Toscanini in occasione delle festività natalizie del 1956, nel quale il maestro ricambiava gli auguri evidentemente inviati dalla cantante, che amava anche curare i suoi rapporti lavorativi e affettivi, oppure un messaggio recapitato tramite telegrafo a Chicago dalla sovrintendenza della Scala, nella persona di Ghiringhelli, sempre rivolgendo affettuosi auguri alla diva del momento. Come affermano con convinzione i curatori dell'archivio, Tamassia e Galletti, non è un caso che siano sopravvissuti così tanti reperti dopo la morte della cantante, avvenuta nel 1977, in quanto la donna aveva una meticolosità unica nel conservare documenti e memorie, forse per fissare momenti felici e importanti in una vita frenetica, che la portava continuamente da un posto all'altro. Grazie all'attenzione della Callas, presso lo studio di Medolla, l'antiquario Tamassia, noto anche come arredatore, ha potuto raccogliere 5000 memorabilia, dando luogo a un patrimonio importante per ricostruire la vita della donna lontana dai riflettori. L'interesse di Tamassia non è certamente recente, in quanto la sua passione per la cantante risale addirittura agli anni '80, quando nel 1986 decise di comprare diversi arredi e materiali della Callas, rivolgendosi agli eredi di suo marito. La leggenda che ruota attorno a questo acquisto è affascinante e riportata dalla viva voce dell'antiquario, che racconta di un sogno evocativo e dell'apparizione della stessa Diva che, stringendo la mano, sembrava chiedesse un contatto profondo. Il giorno seguente, conoscendo l'interesse dello studioso, un collaboratore del marito della cantante contattò incredibilmente il suo atelier per incentivarlo a visionare e comprare parte degli oggetti rimasti. L'interpretazione che Tamassia ha fatto dell'evento è stata come un passaggio di consegne, nelle quali la Callas chiedeva proprio a lui di prendere in carico le sue cose come custode fidato. Che si creda o no a questo velo onirico, il patto è stato rispettato dal curatore dell'archivio e dal suo collaboratore Galletti, che nel corso degli anni non hanno perso occasione per raccogliere biglietti, appunti, foto e testimonianze, senza però mai togliere la possibilità all'ampio pubblico di fans di ogni generazione di vedere da vicino gli oggetti. Sono state infatti organizzate delle mostre a tema in Italia e in Francia, dando alla figura della cantante una nuova sfaccettatura, più intima e a tratti privata.

L'asta dello scorso 25 aprile: lotti e oggetti significativi appartenenti a Maria Callas

Il Meeting Art di Vercelli ha deciso di festeggiare i suoi 45 anni di attività, nel corso dei quali ha promosso iniziative artistiche e culturali di alto livello, dando voce a personaggi importanti con allestimenti di qualità. Per celebrare questo traguardo si è deciso pertanto di ospitare l'asta destinata ai memorabilia di Maria Callas, un patrimonio molto vasto che è stato suddiviso in lotti a seconda della tipologia di oggetto o documento. Per i due curatori modenesi non è stato affatto semplice salutare un archivio realizzato con tale cura e pazienza, che ha richiesto ricerche accurate in ogni ambito della vita della cantante, scavando e scoprendo dettagli sempre più interessanti. Tuttavia, con l'avanzare dell'età, i due sensibili antiquari hanno temuto che dopo la loro morte gli oggetti potessero rimanere all'interno di scatoloni a prendere polvere, senza che nessuno davvero interessato potesse prendersene cura come hanno fatto loro per buona parte della vita. Lo scopo non è smembrare una collezione così attentamente assemblata, ma creare una sorta di museo diffuso, curato da persone che hanno amato la Diva e per le quali la sua memoria continua a rimanere vivida. Entriamo però nel vivo dell'asta e vediamo quali sono stati gli oggetti più ambiti, quelli che hanno acceso le fantasie dei collezionisti e che sono stati contesi presso il Meeting Art di Vercelli.

Oggetti battuti all'asta: quali i più desiderati dai fans della Callas?

Le scarpe hanno sempre un fascino particolare e sono in grado di parlare della personalità e delle sfaccettature di ogni donna. Non hanno certo fatto eccezione le decolleté di Wary Shoes realizzate in seta, che partivano da una base d'asta di 500 euro. Eleganti anche i guanti di Hermes color avorio, battuti con una base d'asta di 1000 euro, oppure una parrucca di Alexandre de Paris, uno dei più famosi coiffeur del periodo, realizzata con capelli veri ed emblema della trasformazione di scena della Diva. Questi sono solo alcuni degli oggetti personali presenti a Vercelli, ai quali si uniscono affascinanti ciotole lavadita in argento, con valore minimo di 1000 euro, oppure dei bauli da viaggio, con i quali probabilmente la Callas ha affrontato i suoi spostamenti tra una tournée e l'altra. Si tratta di pezzi artigianali di alta qualità, come tutto ciò che circondava la diva, realizzati presso le pelletterie Inzaghi di Milano in legno e cuoio, simbolo di raffinatezza e gusto nella metà del 1900. Interessante seguire gli spostamenti della Callas tramite le sue etichette doganali e aeroportuali, meticolosamente conservate, così come avere conferma della fama internazionale e del prestigio del quale ha goduto nel corso di tutta la sua vita, ottenendo premi e la cittadinanza onoraria a Dallas nel 1968. Divertenti ed eleganti allo stesso tempo sono le nacchere con dedica di Antonio Ruiz Soler, noto ballerino di flamenco del periodo, conservate in una custodia di velluto e paillettes dal gusto sfarzoso e lussureggiante. Gli amanti delle fotografie dell'epoca non hanno potuto fare a meno di apprezzare le numerosissime testimonianze private e pubbliche della cantante, che appare scintillante sul palco come tutti la ricordiamo ma anche in una dimensione più familiare nella sua vita quotidiana o durante qualche manifestazione per celebrare la sua fama mondiale. Le immagini delle serate di gala e dei grandi eventi hanno fatto sognare tutti coloro che amano conservare ricordi di feste incredibili, come ad esempio le fotografie del Gran Galà della Canzone risalenti al 1957. In quell'occasione la cantante fu madrina della serata, protagonista insieme ai vincitori che ebbero l'onore di essere premiati da lei, come Johnny Dorelli e Claudio Villa, finendo con un appassionato Domenico Modugno.

L'amore tormentato in una foto: quando Maria Callas conobbe Onassis

La fama di Maria Callas è certamente dovuta alla sua voce di soprano, potente e intenso, ma molti ricordano la cantante pure per l'amore tormentato e distruttivo, come lei stessa lo ha definito più volte, con il greco Aristotele Onassis, fatto di una passione sfrenata ma anche di tanta sregolatezza. La componente della sofferenza amorosa fu quindi importante anche nella lirica della cantante, che riusciva a mettere pathos e struggimento in tutte le sue opere, interpretandole come mai era stato possibile sul palcoscenico. Dal loro amore così privo di freni e intenso nacque un bambino, dall'evocativo nome di Omero, il quale però non sopravvisse più di alcune ore, segnando di fatto il destino del rapporto e rappresentando una svolta negativa nella carriera e nella vita della donna, che culmina con l'abbandono dell'uomo e l'entrata in scena di Jaqueline Kennedy. La Diva scelse di rifugiarsi a Parigi ma mai si spense la sua stella luminosa e la fama che ancora oggi la precede. L'archivio raccolto da Tamassia e Galletti non poteva quindi essere privo del primo scatto che ritrae i due amanti insieme, durante un pranzo al Lido di Venezia nel 1957, quasi una tragedia annunciata della quale nessuno poteva ancora avere sentore e che in quel momento conservava ancora un'allure di giocoso mistero e seduzione.

Quella che si è svolta lo scorso 25 aprile è stata solo una prima parte della vendita delle memorabilia riguardanti la cantante, in quanto una seconda tornata è prevista per giugno, quando si completerà la realizzazione di questa sorta di museo commemorativo diffuso, così come lo hanno pensato i suoi creatori. Esistono dei personaggi che sopravvivono al tempo con la loro arte e le emozioni che sono stati in grado di trasmettere ma, nonostante l'immagine pubblica nota a tutti, è interessante raccogliere le loro memorie e degli oggetti significativi che gli sono appartenuti, come se si potesse far rivivere l'anima dell'artista e della persona. La voce della Callas, tramite le registrazioni dell'epoca, ha ancora la capacità di incantare gli amanti della lirica e non solo, quindi coloro che hanno aggiunto un oggetto appartenuto alla cantante alla loro collezione possono vantare un pezzo unico nell'ambito della musica e dell'arte del secolo scorso.

Image by Wikicommos


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