Fallimenti, la ridente Svizzera non ride più

26/10/2017 Notizie Fallimenti
Bancarotta crac fallimenti

Bancarotte in aumento sul territorio elvetico ed è crisi pesante in Ticino

Fallimenti in calo quasi del 14% in Italia nell’ultimo anno. E nella vicina e ridente Svizzera come se la passano? Non così bene come sembrerebbe, soprattutto in Ticino, stando ai dati pubblicati dalla società di informazioni economiche Bisnode. Nei primo 9 mesi del 2017 sono 297 le aziende oggetto di un procedimento di insolvenza, il 15% in più dello stesso periodo 2016. Si tratta della crescita più forte fra le regioni in cui è suddivisa la Svizzera. A livello nazionale, invece, il dato è di 3.487 bancarotte (+3%). Da sempre ritenuto il salotto soleggiato della Svizzera, il cantone sudalpino sarebbe invece, stando a Bisnode, quello in cui domina l'ombra. Ai fallimenti per insolvenza vanno poi aggiunti quelli per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni), con il numero complessivo delle chiusure che così salirebbe a 5023 (+5%) a livello nazionale e a 568 in Ticino. Per il solo mese di settembre si registra nell'insieme del paese una progressione del 2% delle insolvenze e del 6% dei fallimenti totali. Ma quali sono i settori che più soffrono? All’interrogativo Bisnode risponde calcolando un indicatore di insolvenza settoriale: se 100 è il valore medio di rischio calcolato per tutti i rami, il comparto delle costruzioni presenta un indice di 346, la ristorazione di 246, l'artigianato di 201, i trasporti di 129 e l'orologeria di 128. Il pericolo di fallimento più basso si registra per le imprese immobiliari (25). E’ vero che le aziende chiudono e chiudono sempre più spesso, ma è altrettanto vero che vi sono anche tante imprese che aprono i battenti. Le nuove iscrizioni a livello svizzero sono state 31.903 nei primi nove mesi dell’anno (+4%), con punte del 7% nel mese di settembre. Un aumento al quale fa da contraltare il calo di aperture registrato in Ticino (1662), in flessione del 7% su base annua.