Isola di Poveglia, il Demanio riapre alla vendita

29/03/2018 Notizie Aste
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In arrivo nuovo bando d'asta per cedere in concessione i 7 ettari abbandonati da 50 anni: "Andranno a chi si impegna a riqualificarla e a garantirne la fruizione pubblica"

E’ abbandonata dal 1968, 50 anni esatti. E’ l'Isola di Poveglia, 7 ettari di verde e ruderi che si stagliano davanti a Malamocco, che ospitavano l’ospedale e che oggi sono in cerca di un proprietario, di qualcuno che l’acquisti all’asta facendosi carico della sua riqualificazione. Dopo una prima vendita ‘a vuoto’, ora il Demanio ci riprova ed entro l’estate pubblicherà un nuovo bando di concessione dell’isola. Raggiungibile solo in barca e tutelata dalla soprintendenza, Poveglia ha bisogno di importanti interventi di recupero, gli immobili storici presenti, infatti, stanno cadendo a pezzi. Per questo il Demanio, nel nuovo bando di concessione, vuole inserire alcune clausole: una gestione unitaria dei beni presenti sull’isola, l’obbligo del recupero degli edifici e le esigenze di mantenere la possibilità della fruizione pubblica. D’altronde, come riporta il Corriere del Veneto, una ad una le isole minori della laguna sono state cedute tutte a privati, la famiglia Swaroski possiede Santa Cristina, Santo Spirito appartiene a una società padovana, Crevan è in vendita a 9,5 milioni o trasformate in hotel extralusso. Ecco allora che i veneziani e il Comune stesso auspicano che Poveglia rimanga pubblica, o perlomeno accessibile liberamente ai semplici cittadini. A tentate di comprarla dal Demanio, 4 anni fa, ci provò Luigi Brugnaro, a quel tempo non ancora sindaco. Voleva trasformare l’isola in un ospedale per malattie alimentari e offrì 513 mila euro presentando anche un progetto che prevedeva un investimento di 40 milioni. Lo Stato ritenne l’offerta troppo bassa. Il bando darà tutto in concessione in un unico blocco a chi presenterà progetti di attività culturali, formative, ricreative e turistiche di interesse sociale e tutela ambientale. “Si vuole così rispondere alle istanze e alle indicazioni che provengono dalla cittadinanza - spiega il Demanio - e restituire alla fruibilità pubblica un bene di grande valore storico, garantendo al contempo tutela e salvaguardia del patrimonio dello Stato”.