WBO Italcables, l'azienda rinata grazie ai 50 operai

26/02/2019 Crisi aziendali
WBO Italcables

Hanno formato una cooperativa e impegnato tutto ciò che avevano per salvare impresa e lavoro. Ora, dopo tre anni di sacrifici, sono divenuti proprietari di uno stabilimento che fattura 20 milioni di euro

Dopo tre anni in affitto, i lavoratori della WBO Italcables di Caivano possono finalmente sentirsi padroni a casa loro. Hanno visto il baratro del fallimento, ci sono finiti dentro e poi, rischiando tutto quello che avevano in tasca (mobilità compresa) sono risorti dalle ceneri insieme all'azienda. Della quale, ora, sono divenuti a tutti gli effetti proprietari. La Cooperativa WBO Italcables è stata costituita, nell’aprile del 2015, da un gruppo di 50 lavoratori messi in mobilità dalla Italcables S.p.A., che faceva parte di un gruppo finanziario con base in Portogallo. Quest’ultima società, sotto i colpi di una crisi industriale irreversibile, alla fine del 2012 aveva deciso di chiudere i suoi tre stabilimenti italiani, tra i quali quello di Caivano. Ma i lavoratori, di mollare, non ne hanno mai voluto sapere. E così, il 3 dicembre 2015, avevano riaperto l'impresa gestita dalla neonata cooperativa da loro formata, che aveva preso in affitto lo stabilimento dalla curatela. L'azienda, che produce trefolo e filo per cemento armato precompresso, ha chiuso l'ultimo fatturato a quota 20 milioni. La soddisfazione, a pochi mesi da quando i 50 operai sono diventati ufficialmente proprietari saldando l'ultima rata, è tanta e loro lo raccontano ad Ansa. "Ce l'abbiamo fatta impegnando tutto quello che avevamo, ovvero la mobilità, presa in un'unica soluzione anticipata, e l'abbiamo investita nel capitale sociale della cooperativa - racconta Raimondo Liberatore, direttore dello stabilimento -. È stato come lanciarsi senza paracadute". "Trovarsi improvvisamente senza lavoro è stato durissimo, dormivamo nello stabilimento perché temevamo ci rubassero i macchinari - racconta ancora Pasquale Crespa, elettricista -. Senza dimenticare tutti gli ostacoli della burocrazia". Gli ex dipendenti hanno sfruttato una legge del 2013 che riconosce la prelazione a favore dei lavoratori di imprese in crisi.