Sicilia, la dolorosa agonia dell'Ente acquedotti

02/05/2019 Crisi aziendali
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L'Eas, in liquidazione dal 2004, ha un passivo da 250 milioni di euro e non può pagare gli straordinari agli operai. Così nei giorni festivi alcuni comuni del Trapanese restano a secco

Messo in liquidazione nel 2004, dopo ben 15 anni l'Eas, Ente acquedotti siciliani, continua a far parlare di sè. L'infinita procedura di liquidazione, infatti, va di pari passo con una crisi finanziaria pesante. Tanto pesante da lasciare a secco alcuni Comuni del Trapanese, letteralmente senz'acqua nei giorni festivi perché non ci sarebbero i fondi per pagare gli straordinari agli operai dell'Ente. Niente soldi, niente lavoro e quindi stop all'erogazione. L'Eas è stato messo in liquidazione nel 2004. Da allora la procedura è in corso e, una settimana fa, ha portato la giunta regionale guidata dal presidente Musumeci a deliberare la liquidazione coatta dell'ente, così da liberare la Regione dalle passività, bloccando al contempo tutte le procedure di pignoramento. La crisi finanziaria è stata certificata una volta di più, a febbraio, dai revisori dei conti: il collegio, come riporta Meridionews.it ha messo nero su bianco lo stato d'insolvenza, quantificando il disavanzo in 250 milioni di euro. La vicenda è riportata con