Roberto Cavalli, la crisi finisce in Regione

26/03/2019 Crisi aziendali
Roberto Cavalli azienda

I sindacati vogliono chiarezza dopo lo stop delle trattative per la vendita al gruppo americano Bluestar e il blocco delle attività negli stabilimenti toscani della maison

La vendita al gruppo americano Bluestar è in stand-by e per la maison Roberto Cavalli, che in territorio toscano, nello stabilimento di Sesto Fiorentino, dà lavoro a circa 200 persone, ora sembra aprirsi l'ipotesi del pre-concordato. A lanciare l'allarme, dopo le preoccupazioni avanzate dai dipendenti, i sindaci di settore che hanno chiesto ed ottenuto la convocazione da parte della Regione di un tavolo di confronto. Il primo incontro è fissato per lunedì 1 aprile quando Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore toscano Enrico Rossi, si siederà ad ascoltare i rappresentanti dei sindacati e dei Comuni che ospitano gli stabilimenti del gruppo Cavalli. Un incontro successivo sarà poi allargato ai rappresentanti aziendali. L'incontro avuto da Rsu e sindacati con l'azienda il 19 marzo scorso avrebbe dovuto portare chiarezza in merito all'ipotesi una richiesta di pre-concordato, in alternativa alla vendita al gruppo americano Bluestar Alliance, ma "al di là della conferma degli scenari riportati dalla stampa - lamentano i sindacati - l'azienda non è stata in grado di fornire elementi chiarificatori a causa dell'ulteriore rinvio dell'assemblea dei soci del fondo Clessidra, proprietaria dal marchio". Alla base della crisi aziendale, secondo Filctem e Filca, "la volontà prematura di Clessidra di disinvestire sul marchio unitamente al mancato raggiungimento degli obiettivi individuati dalla strategia di rilancio delineata dalla programmazione manageriale che avrebbe dovuto concludersi, secondo le interviste più volte rilasciate alla stampa dal Ceo, Gian Giacomo Ferraris, con il raggiungimento dell'equilibrio dei conti al 31 dicembre 2018". Al contrario, i sindacati lamentano una situazione di blocco totale delle attività da alcune settimane, in un crescendo di incertezza culminato con l'uscita del direttore creativo Paul Surridge.