Servicedent, niente stipendi ma la curatrice si fa una Porsche

17/01/2018 Crisi aziendali

La rabbia degli oltre 400 dipendenti da mesi senza retribuzione: "I due commissari si sono liquidati compensi per 800mila euro"

Vi ricordate 'Lady sorriso?', alias Maria Paola Canegrati, deus ex machina dell'impero delle dentiere e dell'ortodonzia finita al centro di un'indagine per tangenti nella sanità? Poche settimane fa avevamo raccontato dell'indagine in corso e dell'impero della 'signora delle dentiere' (finita in carcere nel 2016) in corso di sfaldamento con le diverse società in odore di fallimento e comunque in amministrazione controllata a seguito dello scandalo 'dentieropoli'. Ebbene, tra le società della holding sotto inchiesta, per la quale si calcolano debiti per 18 milioni di euro, c'è anche la Servicedent di Monza. A seguito del crac della Implanta Lab, gli oltre 400 dipendenti della società parallela non se la passano bene. La Servicedent è andata in amministrazione straordinaria e da mesi gli stipendi non arrivano. La tensione già era alle stelle a dicembre, ma quando a gennaio i due amministratori straordinari si sono autoliquidati compensi per quasi 400mila euro a testa i dipendenti hanno iniziato a far sentire la propria voce. Peccato però che quello fosse solo l'inizio. Perché poi quei due commissari, mentre anche la tredicesima non arrivava, avrebbero pagato alcuni consulenti esterni, tra i quali un paio di parenti stretti. E non è tutto, perché l’11 gennaio scorso, quando uno dei commissari ha ostentato pubblicamente su Facebook l'acquisto di una Porsche nuova fiammante, tra i lavoratori è scoppiato il putiferio. Sfociato - come racconta il Corsera - in una lettera aperta al veleno: "Sappiamo che il 3 gennaio, nonostante una situazione di crisi di liquidità che non consente neanche di pagare i medici e gli stipendi, ancora una volta, gli amministratori straordinari, hanno anticipato il loro interesse predisponendo il loro compenso di 786 mila euro e quello di tutti i loro consulenti per svariate altre decine di migliaia di euro", fino ad arrivare all’acquisto di un’auto di lusso mentre i dipendenti non hanno le possibilità economiche per fare la spesa. Ora i lavoratori chiedono che finisca il commissariamento e confidano nel tribunale di Monza chiamato ad esprimersi sulla richiesta di concordato presentato dalla proprietà francese del gruppo, decisa ad investire altri 4 milioni.