Ids Pisa, tra scioperi e criticità finanziarie

14/05/2019 Crisi aziendali
IDS Ingegneria dei Sistemi

L'azienda Ingegneria dei Sistemi, vanto nazionale nel campo dell'alta tecnologia per il settore navale e aeronautico, è in difficoltà. Stipendi in ritardo, tremano 400 dipendenti

Sono giorni di tensione a Pisa, per l'esattezza a Montacchiello dove ha sede IDS - Ingegneria dei Sistemi, azienda nata negli anni '80 e divenuta in poco tempo uno dei vanti della meccatronica ed informatica nazionale. Le criticità finanziarie degli ultimi anni si sono acuite di recente tanto che l’azienda non è riuscita a far fronte al pagamento degli stipendi. Sono oltre 200 i lavoratori impiegati nella sede pisana, ma in totale più di 400 contando anche quelli che l'impresa - attiva nell’ingegneria di sistemi ad alta tecnologia (software e hardware integrati) per i settori aeronautico, navale e terrestre in ambito civile e militare – impiega in vari siti di produzione sul territorio nazionale (Roma, Napoli, Catanzaro). I dipendenti, dopo il mancato versamento dello stipendio, hanno aperto lo stato di agitazione. Quello che chiedono, con il supporto dei sindacati, è la presentazione di un piano industriale e finanziario concreto. "Negli ultimi anni – sottolineano i rappresentanti sindacali sulle pagine de Il Tirreno – la nuova gestione ha determinato un’espansione in termini di fatturato e del giro di affari ampliando il mercato della società e delle sue controllate estere. Quest’espansione ha comportato però maggiori costi e la necessità di maggiori risorse finanziare cui la dirigenza aziendale non ha saputo far fronte mettendo in campo adeguate politiche industriali". L’ingresso nel capitale sociale di Simest spa, finanziaria del gruppo Cassa depositi e prestiti, ha contribuito nel 2013 ad iniettare capitale nella casse societarie, ma "l’operazione si è rivelata insufficiente a fronteggiare una prima crisi", aggiungono i sindacati. Da quel momento la situazionesarebbe peggiorata, tanto che nel 2016 è stato ceduto il ramo d’azienda “Georadar”, secondo i sindacati "il settore con la maggior marginalità e con una fatturato pari al 40% del totale dell’azienda". Lo scorso marzo, inoltre, la società ha ceduto a Enav il principale ramo d’azienda, la divisione “Air navigation” che si occupa di sviluppare soluzioni software nei settori della gestione delle informazioni aeronautiche e della gestione del traffico aereo. Operazione che secondo le rappresentanze sindacali "potrebbe determinare la perdita di circa il 50% del fatturato complessivo, nel 2018 vicino ai 42 milioni di euro".