Diesel in crisi, Bosch Bari annuncia 620 esuberi

01/07/2019 Crisi aziendali
Bosch motori Bari

Vertice tra azienda, sindacati e Regione al Mise: l'ente pubblico ritiene "inaccettabile il piano industriale prospettato dalla multinazionale tedesca" 

La crisi del diesel potrebbe tradursi in più di 600 esuberi all'interno dello stabilimento Bosch di Bari, azienda con quasi 1.900 dipendenti. Al vertice svoltosi al Ministero per lo Sviluppo Economico, al quale ha preso parte anche la Regione Puglia (Bosch è infatti la seconda realtà industriale del territorio dopo l'Ilva) i rappresentanti del Gruppo Bosch hanno evidenziato come la società stia progressivamente riconvertendo tutta la sua attività produttiva in ragione della costante riduzione di fatturato, registrato negli ultimi anni, dovuta alla significativa contrazione che ha subito il mercato del diesel, sia in Italia che in Europa. Stando alle stime prospettate, tale tendenza proseguirà nei prossimi anni sino a far registrare, nel 2030, una perdita pari addirittura al 90% circa della quota di "mercato diesel” in Europa, con inevitabile contrazione dei livelli occupazionali. Il Gruppo Bosch è impegnato in una delicata e radicale fase di riconversione della sua produzione, da un lato, verso la mobilità elettrica e, dall’altro, verso settori diversi rispetto all’automotive. Il Piano di investimento prospettato dai vertici della Bosch intervenuti all’incontro, relativo all’impianto di Bari/Modugno, ammonta, complessivamente, a circa 40 milioni di euro con la previsione di 620 esuberi entro il 2020. Per la Regione Puglia una prospettiva inaccettabile: “Sussiste la volontà del governo regionale di sottoscrivere un apposito accordo di programma che consenta a Bosch di realizzare il suo Piano di Investimenti - dice la Regione - garantendo anche un cofinanziamento regionale nella misura massima che le limitate risorse disponibili renderanno possibile, ma presupposto indispensabile e inderogabile perché questo possa avvenire è che non ci sia alcun esubero, con l’unica possibile eccezione di un accordo con i sindacati, sottoscritto tra le parti dinnanzi al Governo, che possa prevedere incentivi all’esodo volontario. Ma 620 esuberi non possono essere accettati. Auspichiamo ora un riscontro positivo da parte dell’azienda alle nostre richieste – ha concluso la Regione – ma ribadiamo la nostra ferma volontà di tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori della Bosch, garantendo il nostro massimo impegno per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”.