Crisi dei casinò, il banco rischia il default

05/03/2018 Crisi aziendali
tavolo verde poker casinò

In grande difficoltà la casa da gioco di Campione d'Italia che punta a licenziare un terzo del personale. Migliorano i conti a Sanremo, mentre fanno i conti con debiti e vertenze sindacali Saint Vincent e Venezia

Il vento della rivoluzione digitale rischia di trasformarsi in bufera e di travolgere gli storici e gloriosi casinò italiani. La passione per il gioco, infatti, sta rapidamente abbandonando i tavoli verdi, in una migrazione progressiva e milionaria dal reale al virtuale. Oggi si gioca sempre di più, ma si gioca on line. Sul web, ogni giorno, transitano cifre da capogiro, quelle cifre che una volta finivano nei cassetti delle case da gioco. Campione d'Italia, Venezia, Saint Vincent e Sanremo, chi più chi meno, tutti i più grandi e storici casinò d'Italia stanno accusando il colpo. Internet, infatti, non richiede sedi sfarzose e costi importanti di personale, non regala di certo la stessa magia del casinò, ma per chi gestisce l'impresa da gioco è senza dubbio ben più economico. Ne sanno qualcosa a Campione d’Italia, dove la casa da gioco comasca sta pensando di tagliare un terzo del personale passando da 156 dei 492 dipendenti. In 6 anni, infatti - come rivela Il Giornale - il casinò avrebbe accumulato debiti per 110 milioni e in un anno la struttura ha perso circa 50mila giocatori. Migliorano, invece, i conti a Sanremo, dove per attirare nuovi giocatori si stringono accordi con un privato che organizza tornei di poker. A Venezia, pur con un leggero utile, si rischia di chiudere, stando al sindaco Luigi Brugnaro, per una vertenza sindacale da 17 milioni. In Val d’Aosta, infine, nell’anno appena trascorso si è cercato di risollevare le sorti di una sala che ha chiuso il 2016 in rosso di 46 milioni.